Concorsopoli, per i pm sono stati i politici ad ispirare certe condotte

Catiuscia Marini, Gianpiero Bocci e Luca Barberini attendono le richieste di condanna, previste per lunedì prossimo

Tribunale di Perugia

Il processo che vede coinvolti esponenti politici di spicco e dirigenti sanitari per presunte irregolarità nella gestione dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia si appresta a entrare in una fase cruciale. Catiuscia Marini, Gianpiero Bocci e Luca Barberini attendono le richieste di condanna, previste per lunedì prossimo, dopo una requisitoria che ha messo in luce le presunte responsabilità nelle attività e condotte illecite all’interno della struttura sanitaria.

Durante la seconda giornata di requisitoria, i PM Mario Formisano e Paolo Abbritti hanno delineato un quadro complesso di associazione a delinquere, sostenendo che politici di alto profilo avrebbero influenzato le decisioni e i comportamenti degli ex vertici ospedalieri, Emilio Duca e Maurizio Valorosi, descrivendoli come esecutori di ordini piuttosto che come soggetti autonomi nelle loro malefatte. Le intercettazioni, in particolare, hanno rivelato pressioni esercitate sui membri della commissione di concorso per favorire determinati candidati in procedure di selezione, come quella per gli infermieri, su esplicita indicazione dell’ex assessore alla Sanità Luca Barberini.

Il processo ha evidenziato un sistema di pressioni per alzare il punteggio di alcuni candidati ai concorsi, con l’accusa che dettaglia come queste pressioni venissero esercitate seguendo precise indicazioni politiche. Secondo i PM, vi sarebbero stati casi in cui, senza un’intervento correttivo, alcuni infermieri qualificati sarebbero stati ingiustamente bocciati. Emblematica è stata la testimonianza relativa a due infermieri “indispensabili” che erano stati valutati negativamente in graduatoria.

Per alcuni degli imputati, tra cui l’ex assessore alla Sanità Luca Barberini e la dirigente Usl Patrizia Borghesi, i PM prevedono di richiedere la condanna. Invece, per l’attuale direttore dell’ospedale di Terni, Andrea Casciari, la cui posizione è stata ritenuta meritevole di ulteriore esame, si prevede di chiedere l’assoluzione a causa della mancanza di prove certe del reato.

Redazione

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