In un singolare episodio che ha visto protagonisti due imprenditori di Foligno, un bonifico errato di quasi 400 mila euro ha creato una situazione giudiziaria insolita, conclusasi con un’assoluzione a Spoleto. Il caso ha coinvolto il legale rappresentante e l’amministratore unico di una società, i quali si sono visti accreditare inaspettatamente sulla propria azienda la considerevole somma di 386 mila euro nel 2017. Increduli di fronte a tale incremento del loro conto corrente, hanno optato per restituire alla società aretina venditrice di oro 288 mila euro, trattenendo la differenza che in aula è stata scherzosamente definita come “mancia”.
La situazione ha portato al loro processo per il reato di appropriazione indebita, con la Procura che ha proposto una condanna a un anno e mezzo di reclusione per entrambi. Tuttavia l’esito del giudizio ha portato alla loro assoluzione da parte del giudice Paola Giammarioli. La motivazione alla base della sentenza è stata che “il fatto non costituisce reato”, liberando i due imprenditori da qualsiasi accusa e chiudendo così un capitolo certamente atipico nella loro vita professionale.
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