Assolto medico accusato di falsificazione dei documenti per il Green Pass

Il caso del medico assolto dall'accusa di falsificazione documentale per la certificazione di guarigione dal COVID-19

Nel corso di un processo legale, un medico è stato accusato di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsificazione di documenti informatici. Si sosteneva che il medico avesse emesso una certificazione falsa di guarigione dal Coronavirus, risultando positivo al virus con due tamponi mai effettuati, al fine di ottenere illegalmente un green pass.

L’avvocato Angelo Frioni ha difeso il medico, sostenendo che questi non aveva accesso al sistema informatico con le credenziali della guardia medica, poiché era andato in pensione. In realtà, il medico aveva accesso come chirurgo iscritto all’albo, utilizzando le sue credenziali personali, regolarmente possedute da tutti i medici.

Alla fine del procedimento legale, il medico è stato assolto dall’accusa poiché il fatto non sussisteva. Il suo accesso al sistema informatico era legittimo in quanto medico chirurgo, e non come guardia medica. Questo dettaglio ha svolto un ruolo determinante nel suo rilascio dall’accusa di falsificazione documentale per ottenere il green pass in modo fraudolento.

Redazione

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