La Procura di Perugia ha portato alla luce un’ingente frode legata al reddito di cittadinanza. Nove persone di etnia rom sono al centro di un’indagine approfondita, accusate di aver percepito illecitamente oltre 270 mila euro di sussidio. L’ipotesi di reato è quella di truffa aggravata, un’accusa che poggia sulle indagini condotte dalla guardia di finanza.
Le indagini, che hanno abbracciato il periodo tra il 2019 e il 2022, hanno svelato un meccanismo ben orchestrato. Secondo le ricostruzioni, i componenti di tre diverse famiglie avrebbero fornito false dichiarazioni e attestazioni mendaci nei moduli di richiesta presentati all’Inps per ottenere il reddito di cittadinanza. Queste dichiarazioni riguardavano vari aspetti, tra cui la residenza in Italia per oltre dieci anni, che è risultata essere falsa.
Ma le irregolarità non si fermano qui. Gli atti dell’indagine includono anche la mancata dichiarazione di possedimenti significativi. Tra questi, vi sono auto di lusso, come Bmw Serie 3, Audi A4, Alfa 156 e Lancia Lybra, nonché conti correnti e proprietà immobiliari e terreni di grande estensione in Romania. Queste omissioni hanno giocato un ruolo chiave nell’accrescere il valore della frode.
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