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Sanità, la Regione: “Abbattute quasi tutte le liste d’attesa”

Dal rapporto emerso durante l'incontro, si evince che solo circa 3.200 prestazioni (il 4%) delle iniziali 77.452 rimangono da evadere.

A Palazzo Donini, sono stati discussi i progressi significativi compiuti dalle strutture sanitarie regionali dell’Umbria nel gestire le prestazioni mediche in sospeso. Al primo maggio, oltre il 96% delle 77.452 prestazioni in arretrato erano state completate, mostrando un miglioramento notevole rispetto al mese precedente.

La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, insieme al direttore regionale Massimo d’Angelo e ai rappresentanti delle Aziende ospedaliere e sanitarie locali, ha evidenziato come la capacità produttiva del sistema sanitario regionale sia ora più efficiente, con un decremento solo del 10% rispetto al 2019, migliorando rispetto al mese scorso che segnava un -20%.

Dal rapporto emerso durante l’incontro, si evince che solo circa 3.200 prestazioni (il 4%) delle iniziali 77.452 rimangono da evadere. Inoltre, è stato osservato un miglioramento nelle tempistiche di risposta per le prestazioni mediche richieste, con l’80-90% delle prestazioni urgenti, brevi e programmate rispettando i tempi previsti. Le prestazioni con tempi di attesa di 30 giorni si attestano intorno al 70%.

È stata anche effettuata un’analisi dettagliata sul tipo di prestazioni ancora in attesa, rilevando che la maggior parte appartiene alle specialità di oculistica e dermatologia. Attualmente, le prestazioni in lista d’attesa sono circa 46.000, un numero significativamente inferiore del 43% rispetto al periodo post-Covid. Più della metà di queste prestazioni riguarda pazienti fragili, per i quali la Regione ha deciso di mantenere un approccio di prossimità territoriale, per meglio rispondere alle loro esigenze specifiche.

La Regione, spiega una nota, “sta adottando misure per migliorare ulteriormente il sistema sanitario, tra cui l’introduzione di un tempario per le visite, una gestione più centralizzata delle liste di attesa e strategie per ottimizzare l’appropriatezza degli esami, in collaborazione con i medici di medicina generale, focalizzandosi in particolare su gastroenterologia e radiologia. Questi sforzi mirano a ridurre ulteriormente i tempi di attesa per i cittadini nell’accesso alle prestazioni sanitarie”.

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