In un panorama nazionale dove il segno positivo prevale, l’Umbria si distingue per un andamento imprenditoriale più timido. Secondo l’ultimo studio di Movimprese, basato sui dati di Unioncamere e InfoCamere, il cuore verde d’Italia mostra un incremento quasi impercettibile nel tessuto delle sue imprese.
Nel dettaglio, la regione ha visto un modesto saldo positivo nella creazione di nuove imprese nel terzo trimestre del 2023, contando 796 nuove registrazioni contro 777 cessazioni. Questa modesta crescita è stata sostenuta principalmente dalla Provincia di Terni, che ha registrato un saldo favorevole di 52 imprese, in netto contrasto con la Provincia di Perugia, che ha invece evidenziato una contrazione con un saldo negativo di 33 imprese.
I dati del 30 settembre 2023 rivelano un totale di 93.032 imprese attive in Umbria, con un tasso di crescita trimestrale del +0,02%, cifra che impallidisce se confrontata con l’aumento del +0,16% dello stesso trimestre dell’anno precedente. Questo ritmo di crescita si posiziona al di sotto della media nazionale (+0,26%) e di quella della macro-area del Centro Italia (+0,31%).
L’analisi settoriale mostra come alcuni ambiti umbri abbiano goduto di un rinnovato vigore: il settore dei servizi e quello delle costruzioni hanno visto incrementi rispettivamente del +0,32% e +0,26%. D’altra parte, il settore agricolo ha sperimentato un modesto aumento (+0,03%). In controtendenza, i settori dell’industria e del commercio hanno subito decrementi, con cali del -0,3% e del -0,24% rispettivamente.
Questi numeri, sebbene riflettano una crescita, pongono l’Umbria come fanalino di coda nella classifica della crescita imprenditoriale italiana. Mentre il Lazio si fa notare per un robusto incremento imprenditoriale, l’Umbria rimane un esempio di come il territorio possa ancora esplorare potenziali inespressi e strategie per incentivare lo sviluppo economico e imprenditoriale.
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