Sono circa mille le espulsioni di cittadini stranieri irregolari eseguite negli ultimi tre anni in provincia di Perugia, con una crescita registrata a partire dal 2024 e una media superiore alle 320 all’anno. Oltre 45 persone ogni anno sono state accompagnate nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Nello stesso periodo diminuiscono i trasferimenti di migranti e le presenze nei Centri di accoglienza straordinaria. In questo quadro è stato sottoscritto un nuovo protocollo per uniformare le procedure di accertamento delle condizioni di salute degli stranieri irregolarmente presenti sul territorio.
Cala il numero dei trasferimenti
Nei primi nove mesi del 2026 i trasferimenti di migranti in provincia di Perugia sono stati 261, il 61% in meno rispetto ai 686 registrati nello stesso periodo del 2025. L’anno scorso il dato complessivo aveva raggiunto quota 933.
Anche le presenze nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) risultano in diminuzione. Dai circa 1.700 cittadini ospitati nei primi mesi del 2024 si è passati agli attuali 1.330, con una riduzione del 22%.
Il quadro provinciale segue quindi una tendenza di riduzione dei trasferimenti e dell’accoglienza, accompagnata da un aumento delle attività legate alla gestione degli stranieri irregolari.
Firmato il protocollo sulla salute
L’intesa è stata sottoscritta dal prefetto Paolo Canaparo, dal questore Dario Sallustio, dal direttore dell’Azienda Usl Umbria 1 Emanuele Ciotti e dal direttore dell’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia Antonio d’Urso.
Il documento stabilisce procedure comuni per la valutazione sanitaria delle persone straniere intercettate dalle forze di polizia o presentatesi spontaneamente in Questura. Le disposizioni riguardano anche i richiedenti protezione internazionale e le persone destinate, quando previsto, ai Cpr.
Canaparo: «Intercettare tempestivamente le vulnerabilità»
Il prefetto ha sottolineato il ruolo dell’intesa nella gestione del fenomeno migratorio, con particolare attenzione alla componente sanitaria.
Il protocollo, ha spiegato Canaparo, «contribuirà a garantire una sempre migliore gestione del fenomeno migratorio, nell’ambito del quale occorre riservare attenzione ai profili sanitari, anche al fine di intercettare tempestivamente situazioni di vulnerabilità, nonché per la tutela della salute pubblica».
L’obiettivo è quindi rendere più omogenee le verifiche iniziali e individuare rapidamente eventuali condizioni che richiedano interventi specifici.
Procedure uniformi per le persone vulnerabili
Tra le finalità dell’accordo c’è una valutazione tempestiva delle condizioni di salute delle persone sottoposte alle procedure previste.
Particolare attenzione sarà riservata all’individuazione precoce di soggetti vulnerabili, comprese le persone con esigenze sanitarie, psicologiche o assistenziali.
Il protocollo punta così a stabilire un percorso condiviso tra forze dell’ordine e strutture sanitarie, evitando differenze nelle modalità di valutazione sul territorio provinciale.
L’attuazione delle nuove norme europee
L’intesa dà attuazione a livello provinciale alle disposizioni del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e al regolamento Ue 2024/1356 relativo allo screening dei cittadini di Paesi terzi.
Il documento disciplina in particolare le procedure di accertamento preliminare delle condizioni di salute, inserendole nel percorso amministrativo previsto per le persone straniere presenti irregolarmente.
Secondo la nota diffusa dalle istituzioni, il nuovo sistema dovrà anche consentire di adottare, quando necessario, misure per la tutela della salute pubblica.
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