Scuola in Umbria, al via l’anno per oltre 103mila studenti

Ripartono le lezioni in Umbria con 2.107 alunni in meno rispetto allo scorso anno. Oltre 14mila docenti coinvolti tra organico ordinario, sostegno e posti aggiuntivi

È iniziato questa mattina il nuovo anno scolastico in Umbria, con il ritorno in classe di 103.108 alunni e alunne dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Il dato registra una diminuzione rispetto all’anno precedente, quando gli studenti erano 105.215, con una riduzione complessiva di 2.107 iscritti. Il sistema scolastico regionale conta oltre 12.200 docenti, ai quali si aggiungono 1.660 posti di sostegno in deroga e 324 posti aggiuntivi di adeguamento dell’organico, per un totale superiore alle 14mila unità.

La distribuzione degli studenti nelle scuole umbre

Il nuovo anno scolastico coinvolge tutti i livelli di istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. In Umbria sono 13.415 i bambini e le bambine iscritti alla scuola dell’infanzia, con 10.273 presenze nella provincia di Perugia e 3.142 in quella di Terni.

Per la scuola primaria gli alunni sono complessivamente 29.302, suddivisi tra 22.482 a Perugia e 6.820 a Terni. Nella secondaria di primo grado siedono tra i banchi 20.920 studenti, di cui 16.113 nella provincia di Perugia e 4.807 in quella di Terni.

Il numero più alto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, che registra 39.471 studenti: 29.903 nell’area di Perugia e 9.568 nel territorio di Terni.

Organico docenti e posti di sostegno

Per l’anno scolastico appena iniziato, l’organico docente in Umbria supera le 12.200 unità. A questa cifra devono essere aggiunti i posti assegnati per il sostegno in deroga, che sono complessivamente 1.660: 1.300 destinati alla provincia di Perugia e 360 a quella di Terni.

Sono inoltre previsti 324 posti aggiuntivi di adeguamento dell’organico, che portano il numero complessivo del personale docente impegnato nelle scuole umbre a oltre 14mila persone.

Personale Ata, sindacati critici sulle assunzioni

Per quanto riguarda il personale Ata, cioè il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che opera negli istituti scolastici, il ministero dell’Istruzione ha autorizzato per quest’anno l’assunzione di 196 unità.

Il numero è stato definito insufficiente dai sindacati, considerando che al termine delle operazioni di mobilità risultavano 558 posti vacanti e disponibili. Parallelamente, il ministero dell’Istruzione e del Merito sta procedendo con le attività per l’assegnazione delle nuove posizioni economiche destinate alla valorizzazione professionale del personale Ata e al pagamento degli arretrati.

Le criticità evidenziate dalla Cisl Scuola Umbria

Con l’inizio delle lezioni tornano al centro del dibattito alcune questioni legate alla qualità del sistema scolastico regionale. La Cisl Scuola Umbria richiama l’attenzione sul tema del precariato, considerato una delle principali problematiche strutturali.

Secondo il sindacato, circa un quarto degli insegnanti in Umbria risulta precario, una situazione che può incidere sulla continuità didattica e sulla stabilità del personale. Per la Cisl Scuola Umbria servono interventi sul reclutamento in grado di rispondere ai posti vacanti e di valorizzare l’esperienza maturata dai docenti con contratti a tempo determinato.

Tra gli altri temi indicati dal sindacato ci sono anche le retribuzioni e la valorizzazione professionale del personale scolastico. Il rinnovo dei contratti e il recupero del potere d’acquisto vengono indicati come elementi centrali per il riconoscimento del ruolo svolto dagli operatori della scuola.

Regione Umbria, focus su diritto allo studio e servizi educativi

La Regione Umbria ha annunciato la prosecuzione delle politiche dedicate all’istruzione e ai servizi educativi, con interventi rivolti alle famiglie e alle comunità scolastiche.

L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli ha sottolineato il principio della scuola pubblica come luogo in cui garantire pari opportunità agli studenti. “Nella scuola dobbiamo essere tutti uguali, perché il diritto a studiare e a misurarsi con le proprie capacità deve essere garantito a ciascuno, senza privilegi e senza ostacoli legati alla condizione di partenza. E’ questo il principio sul quale deve fondarsi la scuola pubblica ed è per questo che le istituzioni hanno il dovere di sostenerla”, ha dichiarato.

Tra le misure indicate figurano l’abbonamento annuale al trasporto pubblico scolastico al costo di 70 euro per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con Isee fino a 30mila euro, il finanziamento per 260 nuovi posti nei nidi e nei micronidi e il sostegno ai progetti dedicati all’educazione alle emozioni e ai Viaggi della Memoria.

 

Redazione

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