Caso Eurocar, Comune di Passignano dovrà risarcire l’azienda confinante

Una sentenza del Tar riconosce il legame tra il permesso edilizio illegittimo concesso all’officina concorrente Eurocar e il danno economico all’impresa storica del territorio

Una complessa battaglia legale iniziata nel 2009 ha portato alla condanna del Comune di Passignano, chiamato a risarcire Vincent Rameschi con oltre 33mila euro per i danni subiti dalla sua attività, Rameschi Auto, tra il 2017 e il 2019. L’origine del contenzioso risiede nel rilascio di un permesso edilizio in sanatoria illegittimo, che ha consentito il funzionamento dell’officina concorrente Eurocar in un capannone abusivo, costruito in violazione della normativa urbanistica. Ne riferisce Umbria24

Permessi annullati, danni accertati

Secondo la magistratura amministrativa, il danno economico subito dall’azienda Rameschi, attiva sul territorio dal 1978, è direttamente collegato al permesso edilizio rilasciato nel 2017. Tale autorizzazione, concessa nonostante precedenti sentenze contrarie, è stata annullata in via definitiva sia dal Tar che dal Consiglio di Stato, per l’«insussistenza in radice dei presupposti» richiesti dalla normativa edilizia. I giudici hanno ritenuto “inconfutabile” la responsabilità del Comune, rigettando la tesi secondo cui la perdita economica sarebbe derivata da fattori gestionali interni all’impresa.

La cronologia di una vicenda kafkiana

  • 2009: il Comune autorizza la costruzione di un capannone per officina su un terreno destinato a servizi di interesse generale.

  • 2011: quell’autorizzazione viene annullata.

  • 2016: anche un tentativo di modifica del piano regolatore, volto a rendere compatibile l’intervento, viene bocciato dai giudici.

  • 2017: nonostante i pronunciamenti precedenti, l’amministrazione comunale rilascia un nuovo permesso in sanatoria, basandosi su una diversa classificazione urbanistica.

  • 2022: anche quest’ultimo atto viene annullato definitivamente.

  • 2025: l’officina Eurocar è costretta alla chiusura dopo quasi trent’anni di attività.

Durante il periodo 2017-2019, Eurocar ha continuato ad operare, sottraendo clientela a Rameschi Auto. I giudici hanno ritenuto che senza quel titolo edilizio — poi riconosciuto illegittimo — il capannone avrebbe dovuto essere demolito, in quanto non destinabile ad attività imprenditoriali.

Una condotta reiterata e dolosa

Il Tar ha giudicato “inescusabile” l’errore dell’amministrazione, sottolineando che al momento del rilascio del permesso del 2017 era già noto che l’immobile non fosse sanabile. Un elemento aggravante riguarda la condotta del dirigente comunale coinvolto, che — come stabilito dalla Corte dei Conti con sentenza del novembre 2023 — ha agito con dolo, tentando più volte di legittimare l’abuso edilizio nonostante numerosi pronunciamenti giudiziari contrari.

La sentenza è stata trasmessa alla Procura regionale della Corte dei Conti per eventuali approfondimenti e responsabilità ulteriori.

Una storia che lascia ferite aperte

A farne le spese, oltre all’impresa Rameschi, è stata anche Eurocar, che dava lavoro a 11 famiglie e ha dovuto cessare l’attività dopo quasi 30 anni, in seguito a 16 anni di cause legali, 11 ricorsi e una gestione del terreno passata di mano tra 5 banche. Nel frattempo, il Piano regolatore è stato aggiornato e la nuova destinazione d’uso consentirebbe teoricamente la costruzione di un altro capannone nella stessa area, ma prima l’abuso esistente va demolito.

All’inizio del 2025, circa 1.900 cittadini hanno firmato una petizione a sostegno della Eurocar, accompagnata da un presidio al quale ha partecipato anche l’amministrazione comunale. Della vicenda si erano interessate anche Le Iene.

Redazione

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