Il tribunale di Perugia ha deciso di archiviare il procedimento penale a carico dei genitori di Matei Achitei, il bambino di sette anni che lo scorso 15 febbraio è tragicamente morto nella zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte dopo essere stato travolto dal van di famiglia. Come riporta Umbria 24, la giudice per le indagini preliminari, Natalia Giubilei, ha accolto la richiesta del pubblico ministero Franco Bettini, stabilendo che non sussistono elementi di responsabilità penale nei confronti del padre, che si trovava alla guida del mezzo, né della madre, che era presente a bordo con gli altri cinque figli.
Tragedia ritenuta una fatalità
Nel decreto di archiviazione, il giudice ha sottolineato che l’incidente non è stato causato da una negligenza prevedibile, ma piuttosto da una tragica fatalità. È stato stabilito che l’evento non presentava ragionevoli previsioni di colpa, e che l’incidente è stato causato da una sequenza di eventi sfortunati. In base a ciò, il veicolo è stato dissequestrato e restituito alla famiglia.
La dinamica dell’incidente
Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti e riportate nel provvedimento di archiviazione, la tragedia si è consumata in pochi istanti nel piazzale dell’azienda dove il padre lavorava. La famiglia era appena passato a prenderlo per andare insieme al centro commerciale. Mentre il padre stava manovrando il furgone, il piccolo Matei, che si trovava all’interno del veicolo insieme ai suoi cinque fratelli, sarebbe sceso spontaneamente dal mezzo, tenendo in mano il rialzo per il seggiolino. In quel momento, il bambino ha perso l’equilibrio e, cadendo, è stato travolto dallo pneumatico posteriore del veicolo mentre questo stava ripartendo. Nonostante i tentativi di soccorso, per il piccolo non c’è stato nulla da fare.
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