Un ordigno incendiario è stato rinvenuto lunedì pomeriggio nella sede di Narni dell’Università degli Studi di Perugia, precisamente all’interno del laboratorio di Scienze dell’investigazione e della sicurezza. L’allarme è scattato immediatamente, attivando le procedure di emergenza nella struttura universitaria e mobilitando forze dell’ordine e artificieri. L’ordigno, contenuto in una scatola con due bottiglie incendiarie, non è esploso, ma ha generato grande preoccupazione tra studenti, docenti e autorità cittadine.
Le indagini, inizialmente coordinate dalla Procura di Terni, stanno ora passando alla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Perugia, in seguito alla rivendicazione dell’azione da parte del gruppo anarchico “Kyriakos Xymitiris”, che ha diffuso un comunicato su un sito web legato all’informazione anarchica. Il gruppo ha affermato di aver colpito deliberatamente un centro di formazione legato alla sicurezza nazionale, accusando lo Stato italiano di complicità in gravi violazioni dei diritti umani, dalla cooperazione con Israele al trattamento dei detenuti in regime di 41bis.
Nel comunicato, datato domenica 30 marzo, si legge: “Ci siamo introdotti nella facoltà di Scienze dell’investigazione e della sicurezza a Narni ed abbiamo collocato un ordigno incendiario nella stanza ‘Laboratorio scena del crimine’. Con quest’azione abbiamo voluto colpire un centro di formazione della futura intelligence dello Stato italiano”. Segue un elenco di accuse rivolte allo Stato, definito “genocida, torturatore e stragista”.
Immediata la condanna istituzionale
Il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha parlato di “atto terroristico inaccettabile”, sottolineando la necessità di una reazione unanime e decisa contro la violenza politica: “Collocare un ordigno in un’aula universitaria è un gesto gravissimo e rappresenta un attacco diretto alla conoscenza e alla democrazia”. Anche il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, ha definito il gesto “stupido e lontano dalla tradizione democratica della città”, esprimendo piena fiducia nelle forze dell’ordine, intervenute con prontezza.
Le operazioni investigative sono in pieno svolgimento, con l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza attivi nella zona, nella speranza di ottenere elementi utili all’identificazione dei responsabili. Le autorità stanno monitorando anche eventuali legami con altri episodi simili o gruppi anarco-insurrezionalisti attivi in Italia e all’estero.
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