La vertenza Stf Loterios arriva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dove si è svolto il primo incontro dedicato al futuro dei due stabilimenti di Fontignano e Gerenzano. I sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno espresso preoccupazione per la situazione aziendale e chiesto garanzie occupazionali, mentre il Ministero si è impegnato a monitorare la crisi e sollecitare l’azienda a presentare un piano di rilancio.
Il confronto al Ministero
All’incontro di Roma hanno partecipato le rappresentanze sindacali nazionali e territoriali, le Rsu dei due stabilimenti, i rappresentanti delle Regioni Umbria e Lombardia e i vertici aziendali.
Per l’Umbria il tavolo è stato promosso dopo le richieste arrivate dai lavoratori durante lo sciopero con presidio del 25 giugno a Fontignano.
Il Mimit ha definito strategico il settore in cui opera Stf Loterios e ha assunto l’impegno a seguire l’evoluzione della crisi per individuare possibili soluzioni.
Sindacati critici sulle risposte dell’azienda
Secondo i rappresentanti sindacali Nico Malossi, Andrea Calzoni e Daniele Brizi, le risposte dell’azienda restano insufficienti.
«Le risposte date dall’impresa continuano ad essere insoddisfacenti, senza una presa di responsabilità per la situazione venutasi a creare», hanno dichiarato.
I sindacati hanno evidenziato diverse criticità , tra cui lo sfratto dall’immobile di Fontignano, il distacco della fornitura di energia elettrica, la perdita del principale cliente dello stabilimento umbro, il ritardo nel pagamento dell’ultimo stipendio e dei versamenti al fondo pensione complementare Cometa.
Atteso un piano industriale per Fontignano e Gerenzano
Al centro della discussione resta la necessità di un piano industriale capace di rilanciare i due siti produttivi.
Secondo le organizzazioni sindacali, il progetto dovrà essere presentato prima al Ministero e poi condiviso con istituzioni, parti sociali e rappresentanze dei lavoratori nel prossimo incontro previsto per settembre.
Tra le richieste emerse c’è anche la ripresa dei rapporti con i clienti storici e una possibile diversificazione della clientela per garantire maggiore stabilità futura.
La situazione dello stabilimento di Fontignano
I sindacati hanno sottolineato in particolare le difficoltà del sito di Fontignano, dove attualmente non ci sarebbero nuove commesse e diversi lavoratori sono da mesi in cassa integrazione.
Secondo Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, il protrarsi della situazione rischia di provocare una perdita progressiva di professionalità , mettendo in difficoltà un eventuale rilancio produttivo.
Il prossimo incontro al Mimit, previsto indicativamente per la metà di settembre, viene considerato un possibile passaggio decisivo per il futuro dell’azienda.
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