Nuovo caso di meningite da meningococco a Perugia. Il paziente, residente a Marsciano, è ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e, secondo quanto comunicato dall’Azienda sanitaria, si trova in condizioni stabili e buone condizioni generali. Dopo la segnalazione è stata immediatamente attivata l’indagine epidemiologica per individuare le persone entrate in contatto con il paziente e sottoporle alla necessaria profilassi antibiotica.
L’intervento del servizio sanitario ha l’obiettivo di ricostruire la rete dei contatti stretti avuti dal paziente nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi, così da ridurre il rischio di ulteriori casi. Gli operatori dell’Asl stanno procedendo all’identificazione delle persone che potrebbero essere state esposte al batterio responsabile dell’infezione.
L’Azienda sanitaria ha ricordato che la meningite da meningococco è una malattia infettiva trasmessa attraverso il contatto aereo stretto da persona a persona. «Il germe è molto labile al di fuori dell’organismo umano e non richiede sanificazioni ambientali», ha precisato l’Asl nelle informazioni diffuse alla popolazione.
Il periodo di incubazione della malattia può variare da 2 a 10 giorni, mentre la contagiosità è limitata ai 7 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi. Per questo motivo la profilassi antibiotica viene riservata alle persone che hanno avuto contatti considerati a rischio.
Parallelamente al caso di meningite da meningococco registrato a Perugia, sono stati segnalati altri episodi di meningite in Umbria, con caratteristiche differenti e senza necessità di interventi di prevenzione analoghi.
Nella serata di mercoledì 15 luglio, infatti, l’ospedale di Città di Castello ha comunicato un caso di meningite da enterovirus. Il paziente è ricoverato, ma le sue condizioni sono definite buone. Per questa forma della malattia, spiegano i sanitari, non è prevista né la profilassi antibiotica per i contatti né la disinfestazione degli ambienti.
Sono inoltre sotto osservazione due casi di meningite da virus Toscana, una patologia causata da un arbovirus trasmesso dalla puntura dei pappataci. In questo caso, il paziente ricoverato a Città di Castello è stato dimesso martedì scorso, mentre la persona di Sansepolcro risulta ancora ricoverata, ma in buone condizioni di salute.
Le autorità sanitarie stanno quindi monitorando la situazione attraverso i normali protocolli di sorveglianza epidemiologica, distinguendo le diverse forme di meningite e adottando misure specifiche in base alla causa dell’infezione.
Il caso di meningite meningococcica a Perugia resta quello che richiede maggiore attenzione sotto il profilo della prevenzione, proprio per la possibilità di trasmissione attraverso contatti stretti. L’obiettivo dell’indagine avviata dall’Asl è individuare rapidamente tutte le persone potenzialmente esposte e garantire loro il trattamento preventivo previsto.
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