Penalisti in piazza a Perugia dopo le intercettazioni illegali: “Violato diritto di difesa”

L’Unione delle Camere penali italiane manifesta per denunciare la violazione delle garanzie difensive e tutelare il diritto di difesa.

Numerosi avvocati provenienti dall’Umbria e da altre regioni italiane si sono riuniti in piazza a Perugia per manifestare, nell’ambito dell’astensione dalle udienze proclamata dall’8 al 12 giugno, a seguito del caso delle intercettazioni dei colloqui tra detenuti e difensori nel carcere di Capanne. L’iniziativa è stata promossa dall’Unione delle Camere penali italiane (UCPI), alla presenza del presidente della Camera Penale di Perugia, Luca Gentili.

Secondo l’UCPI, nei sei mesi precedenti sono stati intercettati colloqui tra detenuti e avvocati, pur essendo l’attività investigativa autorizzata esclusivamente nei confronti di un difensore indagato. Tra le conversazioni registrate figurerebbero anche quelle di altri legali, contenenti informazioni coperte dal segreto professionale e strategie difensive, configurando secondo l’Unione una gravissima violazione del diritto di difesa, tutelato dalla Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dal codice di procedura penale.

Il presidente dell’UCPI ha sottolineato come quanto emerso rappresenti “il sintomo di una crisi più ampia del sistema giudiziario”, evidenziando le difficoltà strutturali della giustizia italiana. “Colpire la riservatezza significa colpire il diritto di difesa, e colpire il diritto di difesa significa minare il giusto processo”, ha dichiarato. Petrelli ha definito la funzione difensiva “la linea di confine insuperabile che divide uno Stato di diritto da uno Stato di polizia”, sottolineando che la tutela del diritto di difesa non è un privilegio di categoria, ma un bene prezioso per l’intera collettività e un baluardo della democrazia.

Nel corso della manifestazione, il presidente dell’UCPI ha sollecitato la Procura generale di Perugia, il Csm e il Ministero della Giustizia a completare gli accertamenti necessari, evidenziando come in gioco ci siano valori democratici e civili condivisi da tutti i cittadini. La mobilitazione ha voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla necessità di garantire trasparenza, sicurezza e tutela delle garanzie difensive nel sistema penale.

Redazione

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