Edilizia, in arrivo la crisi. Cna: “Serve grande piano di rigenerazion urbana”

Cna Umbria e Cresme lanciano l’allarme sul futuro del comparto edilizio dopo la fine degli effetti di Superbonus e Pnrr

Il settore delle costruzioni in Umbria si prepara ad affrontare una fase di rallentamento che potrebbe diventare particolarmente critica a partire dal 2027. Secondo i dati elaborati da Cresme Ricerche in collaborazione con Cna Umbria, il comparto registrerà una diminuzione del 10% del valore aggiunto prodotto nel 2027, con prospettive ancora più difficili nel 2028 a causa della progressiva riduzione degli incentivi e delle risorse pubbliche disponibili.

L’analisi è stata presentata nel corso di un incontro dedicato alle prospettive dell’edilizia regionale e mette in evidenza un cambio di scenario per un settore che negli ultimi anni aveva beneficiato della spinta garantita dal Superbonus, dalla ricostruzione post sisma e dagli investimenti legati al Pnrr.

Per il 2026 è ancora prevista una crescita del 3,7%, sostenuta soprattutto dagli ultimi effetti dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dalle attività collegate alla ricostruzione. Tuttavia, secondo gli esperti, si tratta di una fase temporanea destinata a esaurirsi rapidamente.

Il settore delle costruzioni sta infatti entrando in una nuova fase di mercato, caratterizzata da una progressiva riduzione delle risorse disponibili e da un rallentamento degli investimenti pubblici e privati.

Secondo Cna Umbria, per evitare un impatto negativo sull’economia regionale sarà necessario intervenire rapidamente con strumenti specifici dedicati alla rigenerazione urbana e alle esigenze abitative del territorio.

“Per evitare che accada – ha dichiarato Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria – è fondamentale puntare su un grande piano regionale di rigenerazione urbana che dia risposte alle esigenze abitative dei cittadini, contrasti lo spopolamento di pezzi di città e di intere aree del territorio e migliori le prestazioni energetiche degli edifici”.

La proposta avanzata dall’associazione artigiana prevede la realizzazione di un “modello umbro” basato su un piano regionale e su una legge dedicata alla riqualificazione urbana. L’obiettivo è favorire il recupero delle aree dismesse, limitare il consumo di suolo e incentivare la residenzialità di giovani, famiglie e anziani.

Tra i punti evidenziati da Cna figura anche la necessità di accelerare le trasformazioni urbanistiche attraverso partenariati pubblico-privati e procedure più rapide rispetto agli attuali strumenti urbanistici comunali.

Nel corso della presentazione, il direttore di Cresme Ricerche Lorenzo Bellicini ha illustrato i principali dati economici del comparto. Nel 2025 il valore della produzione delle costruzioni in Umbria ha sfiorato i 4,8 miliardi di euro, con la manutenzione straordinaria residenziale che ha rappresentato il segmento principale del mercato grazie a un valore di circa 1,6 miliardi.

Nonostante ciò, il settore ha già registrato una riduzione delle attività pari al 35% nel biennio 2023-2025. A incidere ulteriormente sarà la riduzione degli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia, che dal 2027 passeranno dal 50% al 36% per le prime abitazioni e al 30% per le seconde case.

Secondo Bellicini, questa riduzione potrebbe avere effetti negativi sia sul mercato delle costruzioni sia sul fenomeno del lavoro nero.

Un ruolo importante negli ultimi anni è stato svolto dagli investimenti in opere pubbliche, che nel 2025 hanno rappresentato il 34% del mercato delle costruzioni umbre, una quota superiore rispetto alla media nazionale del 27%.

Tuttavia, anche su questo fronte sono previste difficoltà. Dal prossimo agosto, infatti, l’impatto del Pnrr sulla capacità di spesa dei Comuni inizierà progressivamente a ridursi. Una situazione che potrebbe influire soprattutto sugli investimenti pubblici locali.

Tra gli elementi che continuano invece a rappresentare un’opportunità per le imprese umbre figurano gli interventi di ricostruzione post sisma del 2016 e quelli legati agli eventi del 2023 nell’Alta Umbria.

In calo risultano invece le prospettive dell’edilizia non residenziale privata, in particolare nel settore industriale. A pesare sul quadro generale sono anche le tensioni internazionali e le conseguenze economiche legate alla crisi nello stretto di Hormuz.

Secondo il presidente regionale di Cna Costruzioni, Emanuele Bertini, un rallentamento del comparto edilizio avrebbe ripercussioni dirette sull’intera economia umbra, considerando il peso che il sistema artigiano e le imprese delle costruzioni rivestono nel tessuto produttivo regionale.

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