Un trentenne di origine albanese è stato arrestato nel pomeriggio del 1° maggio dalla squadra mobile della questura di Perugia, diretta da Maria Assunta Ghizzoni, in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto emesso dalla procura della Repubblica di Perugia. L’uomo è accusato di due episodi di violenza sessuale — uno dei quali aggravato — commessi in meno di trentasei ore ai danni di altrettante giovani donne, tra cui una minorenne di 16 anni. I fatti si sono verificati in diverse zone del capoluogo umbro, tra Fontivegge e il centro storico.
La prima aggressione: la 16enne sul bus
Il primo episodio, come ricostruito dal Corriere dell’Umbria, risale alla mattina di martedì, quando l’uomo ha avvicinato una ragazza di sedici anni a bordo di un autobus sulla tratta Castel del Piano–Fontivegge. Durante il tragitto, le ha offerto denaro in cambio di prestazioni sessuali. Una volta scesi dal mezzo, l’ha bloccata fisicamente e palpeggiata nelle parti intime.
A bloccare momentaneamente la situazione è stato il padre della ragazza, che la giovane aveva contattato telefonicamente mentre era ancora sull’autobus, in preda al panico. L’uomo è fuggito prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, ma è stato successivamente individuato nel pomeriggio grazie alla segnalazione di un vigilante della società One, che ha allertato i carabinieri. Portato in caserma, è stato denunciato a piede libero per violenza sessuale.
La seconda aggressione: la studentessa in piazza Morlacchi
A distanza di poche ore, nel pomeriggio di mercoledì, una studentessa universitaria ha contattato il 112 riferendo di essere stata palpeggiata e insultata da un uomo in piazza Morlacchi, nel centro di Perugia. Le pattuglie della squadra volante sono intervenute tempestivamente e hanno rintracciato il sospettato poco dopo in piazza Grimana. Condotto in questura, è stato nuovamente denunciato per violenza sessuale.
Le indagini successive hanno confermato che si trattava dello stesso soggetto responsabile dell’aggressione del giorno precedente.
Precedenti e sorveglianza speciale
L’arresto del 1° maggio non rappresenta il primo contatto del trentenne con la giustizia. L’uomo era già sottoposto a sorveglianza speciale per reati analoghi commessi in passato e risultava gravato da ulteriori precedenti di polizia specifici in materia di violenza sessuale. È proprio la combinazione tra i nuovi episodi e il suo profilo giudiziario a rendere possibile il fermo di indiziato di delitto, disposto dalla procura perugina, che ha portato alla sua custodia cautelare.
Il provvedimento della procura
Il fermo è stato eseguito dagli agenti della squadra mobile su disposizione della procura della Repubblica di Perugia. Le accuse contestate sono due episodi di violenza sessuale, di cui uno aggravato in ragione della minore età della prima vittima. Le indagini hanno consentito di ricondurre entrambe le aggressioni alla stessa persona in tempi rapidi, grazie anche alle testimonianze raccolte e all’intervento coordinato tra carabinieri e polizia di Stato.
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