Evento pro-Ayatollah a Perugia, il Pld: “Difensori della pace che odiano l’Occidente”

Il partito liberaldemocratico critica l'iniziativa di "Umbria per la Pace" prevista domenica 3 maggio a Perugia: "Strumentalizzazione dei popoli oppressi"

Il Partito Liberaldemocratico Umbria ha diffuso una nota ufficiale di biasimo nei confronti di un incontro pubblico organizzato dall’associazione “Umbria per la Pace” per domenica 3 maggio 2025 ai Giardini Carducci di Perugia. L’evento, annunciato sui canali social dell’associazione, ha per titolo “L’Iran oltre il velo. Le ragioni di una tenace resistenza e la fabbrica imperialista della disinformazione” e si svolgerà in uno spazio aperto e accessibile all’intera cittadinanza.

La presa di posizione del partito nasce dall’analisi del materiale promozionale dell’iniziativa. Secondo il Pld Umbria, già il manifesto pubblicitario dell’evento sarebbe sufficiente a rivelarne l’impostazione ideologica: «L’organizzazione di incontri come questo, per di più in uno spazio pubblico e dunque potenzialmente aperto a tutta la cittadinanza, sono la fotografia esatta del livello di contrapposizione al quale si è arrivati».

La critica: diritti calpestati in nome della pace

Il nodo centrale della contestazione riguarda quella che il partito definisce una strumentalizzazione politica di due popoli — quello palestinese e quello iraniano — descritti entrambi come «in ostaggio». Nella nota si sostiene che le istanze di emancipazione sociale, formalmente abbracciate da certe aree politiche, vengano di fatto tradite da iniziative di questo tipo, nelle quali la retorica della pace si sovrapporrebbe alla legittimazione implicita di regimi repressivi.

Il riferimento al velo non è casuale: il Pld Umbria ricorda che proprio per quel simbolo — e per la libertà di non indossarlo — hanno perso la vita giovani donne iraniane, vittime della repressione del regime di Teheran. «Per quello stesso velo che gli organizzatori dicono di voler superare, sono morte giovani innocenti», si legge nella nota. «Per quella stessa difesa della pace, sono state uccise decine di migliaia di persone».

Accuse di ambiguità ideologica verso i promotori

Il partito allarga la critica a un piano più generale, indicando nell’odio per l’Occidente e nella tendenza a contrapporre imperialismo atlantico e regimi autoritari una costante di quella parte politica che si autodefinisce pacifista. Secondo il Pld Umbria, proclamarsi «paladini della pace» schierandosi con chi reprime violentemente il dissenso interno costituisce una contraddizione insanabile.

La nota si chiude con un giudizio netto ma non sorpreso: «Il Partito Liberaldemocratico Umbria biasima l’iniziativa, che però non stupisce: l’odio per l’Occidente e per l’imperialismo a beneficio invece dei regimi autoritari è da sempre una caratteristica di chi si proclama paladino della pace schierandosi dalla parte di chi reprime con la violenza coloro che si battono per quell’ideale».

Il contesto: spazio pubblico e dibattito politico locale

L’utilizzo dei Giardini Carducci, luogo simbolico del centro storico di Perugia, amplifica secondo il partito la rilevanza politica dell’evento. La scelta di uno spazio pubblico — e quindi finanziato dalla collettività — viene letta come un elemento che accentua la responsabilità degli organizzatori rispetto ai contenuti veicolati.

L’associazione “Umbria per la Pace” non ha al momento rilasciato dichiarazioni in risposta alle critiche del Partito Liberaldemocratico Umbria.

Redazione

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