l processo per istigazione o aiuto al suicidio legato alla morte di Andrea Prospero, studente diciannovenne originario di Lanciano (Chieti), ha vissuto oggi a Perugia un’udienza particolarmente intensa. A testimoniare davanti al giudice è stato il medico legale Sergio Scalise, che ha effettuato l’esame autoptico sul corpo del giovane, rinvenuto senza vita il 29 gennaio 2025 in un bed and breakfast del centro storico del capoluogo umbro, cinque giorni dopo la sua scomparsa. Sul banco degli imputati siede un giovane romano, accusato di aver istigato o agevolato il suicidio del ragazzo con il quale, secondo quanto ricostruito, avrebbe chattato negli ultimi istanti di vita.
La deposizione di Scalise ha fornito elementi tecnici di rilievo centrale per il dibattimento. Rispondendo a una domanda diretta del pubblico ministero, il perito ha confermato che Andrea Prospero avrebbe potuto salvarsi se, anche solo mezz’ora dopo l’ingestione dei medicinali, fosse scattato l’allarme e i soccorritori fossero intervenuti tempestivamente. Una conclusione che pesa sull’intera ricostruzione degli eventi e che alimenta il quadro accusatorio nei confronti dell’imputato.
Cause della morte: benzodiazepine e ossicodone
Secondo quanto accertato dall’autopsia, Andrea è deceduto per depressione cardiorespiratoria acuta, provocata dall’assunzione combinata di benzodiazepine e ossicodone. Il medico legale ha precisato che il ragazzo aveva ingerito una quantità massiccia di farmaci, assunti “in maniera veloce” e in rapida successione temporale. Nel corpo del giovane sono state rinvenute otto compresse di ossicodone, mentre accanto al cadavere è stato trovato un blister vuoto corrispondente a venti compresse di Xanax.
Il biologo forense Andrea Lazzarini, ascoltato anch’egli nel corso dell’udienza, ha concordato con Scalise nel collocare il decesso entro un arco temporale massimo di quattro-cinque ore dall’ingestione dei farmaci. La morte sarebbe avvenuta il 24 gennaio 2025, data della scomparsa del ragazzo, come confermato anche dallo stato di decomposizione del corpo al momento del ritrovamento.
La posizione del corpo e gli ultimi istanti
Gli elementi ricostruttivi emersi in aula dipingono con precisione gli ultimi momenti di vita di Andrea. Il giovane sarebbe deceduto nella stessa posizione in cui è stato rinvenuto dagli investigatori: semidisteso sul letto, riverso sopra il computer, davanti al quale avrebbe trascorso gli ultimi istanti chattando con l’imputato. Accanto al corpo, gli inquirenti hanno documentato la presenza degli occhiali, il blister vuoto dei medicinali, i telefoni cellulari, una bottiglia d’acqua e i resti di quello che appare come uno degli ultimi pasti: bottiglie di plastica e una confezione vuota di patatine.
Le fotografie scattate dagli investigatori al momento del ritrovamento, mostrate in aula durante l’udienza, hanno ritraendo il giovane con pantaloni grigi e una felpa nera con cappuccio ancora indossata. Negli scatti sono comparsi anche una corda trovata in bagno sotto il lavandino, un telefono e schede telefoniche rinvenuti nel water.
Un’udienza straziante per la famiglia
L’udienza di oggi ha avuto risvolti drammatici anche sul piano umano. La famiglia di Andrea Prospero era presente in aula al completo: il padre, la madre, la sorella gemella e il fratello minore, affetto da cardiopatia e sottoposto a trapianto di cuore. Proprio quest’ultimo, durante la proiezione delle immagini, si è alzato ed è svenuto cadendo a terra. Soccorso dai sanitari presenti nell’edificio, si è poi ripreso, ma ha trascorso il resto dell’udienza fuori dall’aula insieme alla madre.
Il padre e la sorella gemella di Andrea sono invece rimasti nell’aula degli Affreschi del Palazzo di Giustizia di Perugia, abbracciati e in lacrime, mentre scorrevano le fotografie del luogo in cui il ragazzo ha perso la vita.
Il processo riprenderà l’11 giugno, quando saranno ascoltati gli investigatori della polizia postale, che hanno condotto le indagini sui dispositivi digitali e sulle comunicazioni intercorse tra la vittima e l’imputato nelle ore precedenti la morte.
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