Perugia ricorda le vittime lgbtqia+ del fascismo: targa al Frontone

Inaugurata il 25 aprile una targa dedicata a Fernanda Bellachioma, simbolo della persecuzione omolesbobitransfobica

Nel giorno del 25 aprile 2026, a Perugia, presso i Giardini del Frontone accanto al monumento ai Caduti del XX Giugno, è stata inaugurata una targa commemorativa dedicata alle vittime LGBTQIA+ perseguitate dal regime fascista, alla presenza delle principali autorità cittadine e regionali. L’iniziativa, promossa da Omphalos LGBTQIA+ e approvata dalla Giunta comunale, ha rappresentato un momento di alto valore civile, inserendosi nel programma delle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione.

La targa rende omaggio a Fernanda Bellachioma, cittadina perugina che nel 1928 fu condannata al confino politico a causa della sua relazione con un’altra donna. Il suo caso è considerato tra i primi documentati in Italia di repressione legata all’orientamento sessuale. Una vicenda emblematica di discriminazione e violenza istituzionale, rimasta a lungo ai margini della memoria pubblica e oggi riportata all’attenzione della comunità.

La cerimonia si è svolta in un clima partecipato, accompagnata dai cori dell’ANPI e di Omphalos sulle note di Dove vola l’avvoltoio e Bella ciao. Presenti, tra gli altri, la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’onorevole Emma Pavanelli, esponenti della Giunta comunale, consiglieri comunali e rappresentanti di Provincia e Regione, oltre alla presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa e alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi.

Nel suo intervento, la sindaca Ferdinandi ha sottolineato il significato dell’iniziativa nel contesto della ricorrenza: “non solo un atto di memoria, ma una presa di posizione chiara e pubblica”, evidenziando come i diritti delle persone LGBTQIA+ siano parte integrante dell’eredità antifascista e dei principi costituzionali di uguaglianza e dignità.

Anche l’assessore Francesco Zuccherini ha evidenziato il valore del percorso condiviso con Omphalos e la scelta simbolica del luogo, destinato a diventare uno spazio permanente di memoria e riflessione, anche in relazione agli interventi di riqualificazione del monumento al XX Giugno.

Nel corso della cerimonia, il segretario di Omphalos Roberto Mauri ha ricostruito la storia di Bellachioma, collegandola alle sfide contemporanee nella difesa dei diritti civili, mentre la presidente ANPI Patrizia Mancini ha richiamato il significato attuale della Resistenza, citando i versi di Oltre il ponte di Italo Calvino. “Essere ANPI oggi significa non permettere che quel ponte venga distrutto o dimenticato”, ha dichiarato, ribadendo il legame tra memoria, pace e impegno democratico.

L’iniziativa rappresenta un nuovo tassello nella costruzione della memoria pubblica cittadina, rafforzando il legame tra storia, diritti e identità collettiva. Un segno permanente che amplia il significato delle celebrazioni del 25 aprile, includendo anche le vittime delle persecuzioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Redazione

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