L’appello di Avis Umbria: “Donazioni in calo, emergenza plasma”

Alla 58esima assemblea annuale di Ponte San Giovanni emergono dati in chiaroscuro: raccolta plasma insufficiente all'autosufficienza regionale e 903 donazioni in meno rispetto al 2024

L’Avis Regionale Umbria ha fatto il punto sulla raccolta di sangue e plasma nella regione durante la 58esima assemblea annuale, svoltasi domenica 19 aprile al Park Hotel di Ponte San Giovanni a Perugia. Il presidente Enrico Marconi ha definito la situazione “in chiaroscuro”: a fronte di un calo delle donazioni nel 2025 e di una raccolta plasma strutturalmente sotto i livelli minimi di autosufficienza, i dati dei primi mesi del 2026 offrono segnali leggermente più confortanti. All’assemblea erano presenti, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, i responsabili dei quattro Servizi immunotrasfusionali (SIT) umbri e le delegate di Avis nazionale Maria Gianuario e Kelly Belloni.

Donazioni in calo nel 2025: le cause

Nel corso del 2025 le donazioni complessive in Umbria sono scese a 39.051, rispetto alle 39.954 registrate nel 2024, con una contrazione del 2,26%. Marconi ha individuato tre fattori principali alla base di questo risultato: le sindromi influenzali particolarmente impegnative nel corso dell’anno, il rinnovo delle cariche nelle sezioni Avis — che ha assorbito risorse organizzative normalmente destinate all’attività di chiamata — e soprattutto i disservizi nei punti di raccolta legati alla carenza di personale medico e infermieristico, con ricadute particolarmente pesanti nella USL Umbria 2, dove alcune giornate donazionali sono state compresse o soppresse.

Anche il numero dei donatori iscritti ha subito una leggera flessione, passando da 30.163 a 29.918 (-0,81%). Il presidente ha tuttavia sottolineato come l’associazione mantenga una buona capacità di attrarre nuovi donatori, dato non scontato in un contesto demografico regionale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione.

Il nodo plasma: Umbria sotto la soglia di autosufficienza

Il dato più critico emerso dall’assemblea riguarda la raccolta di plasma. Nel 2025 si sono raccolti 11.043 chilogrammi, in calo dell’1,86% rispetto agli 11.252 kg del 2024, a fronte di una soglia minima di autosufficienza fissata a 12.000 chilogrammi. Il deficit strutturale che ne deriva obbliga la sanità umbra ad acquistare farmaci plasmaderivati non coperti dalla produzione locale, con un costo aggiuntivo stimato tra 1 e 2 milioni di euro annui.

Per invertire questa tendenza, Avis ha chiesto alla Regione un confronto “effettivo, serio e approfondito” sul nuovo Piano regionale sangue e plasma, avanzando richieste concrete: la messa in funzione dei nuovi separatori per la plasmaferesi, l’estensione della raccolta agli ospedali della Media Valle del Tevere e di Castiglione del Lago e il superamento dell’attuale sistema di rete interaziendale in favore di un’organizzazione dipartimentale capace di ridurre le disfunzioni operative.

Il modello del volontariato da preservare

Marconi ha rivendicato con forza il ruolo dell’associazione: Avis garantisce il 96,6% del sangue raccolto in Umbria, attraverso un sistema fondato sul dono “gratuito, anonimo, volontario, periodico, associato e consapevole”. Un modello che, secondo il presidente, “non si concilia con l’eventuale ingresso in scena di soggetti commerciali” e che deve essere preservato nelle scelte di programmazione sanitaria regionale.

La piattaforma prenotazioni: un problema aperto

Un ulteriore punto di attrito segnalato all’assemblea riguarda la nuova piattaforma digitale per le prenotazioni, realizzata con fondi PNRR senza un preventivo confronto con le associazioni di volontariato. Le criticità sollevate da Avis sono due: la prenotazione diretta rischierebbe di indebolire il legame tra donatore e associazione, riducendo fidelizzazione e azione educativa; inoltre, la piattaforma non consente al nuovo donatore che si prenota direttamente di indicare l’associazione di riferimento a cui intende aderire.

Gli impegni della Regione

La presidente Proietti ha risposto con una serie di impegni operativi: il Centro regionale sangue si riunirà almeno una volta al mese per affrontare criticità e sviluppi del sistema, in un quadro di “piena collaborazione” con Avis e le altre associazioni di volontariato. “Il sistema non può fare a meno di Avis e delle altre associazioni di volontariato”, ha dichiarato Proietti, confermando “la volontà di implementare le donazioni e i donatori”.

Redazione

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