Livelli essenziali di assistenza: Umbria sopra la media nazionale

L’analisi della Fondazione Gimbe certifica l’adempienza della Regione sui livelli essenziali di assistenza, con risultati migliori della media italiana in tutte le aree

Nel 2023, ultimo anno per cui sono disponibili i dati ufficiali, l’Umbria registra un punteggio complessivo di 257 negli adempimenti relativi ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), superando in modo netto la media nazionale pari a 226. A certificare il risultato è l’analisi della Fondazione Gimbe, che colloca la Regione tra quelle adempienti secondo il Nuovo sistema di garanzia del Servizio sanitario nazionale.

Nel dettaglio, la valutazione si articola in tre aree fondamentali: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Nell’area della prevenzione, l’Umbria ottiene 93 punti, un risultato positivo ma che la colloca cinque punti sotto le Regioni leader, ovvero la Provincia autonoma di Trento e il Veneto, entrambe in testa alla classifica nazionale.

Per quanto riguarda l’assistenza distrettuale, che comprende servizi come medicina territoriale, assistenza domiciliare, cure primarie e presa in carico dei pazienti cronici, l’Umbria totalizza 80 punti. Anche in questo caso il dato supera la soglia di adempienza, ma resta 16 punti sotto il Veneto, che guida la classifica nazionale in questa specifica area.

Nell’area dell’assistenza ospedaliera, infine, la Regione raggiunge 84 punti, posizionandosi 13 punti sotto la Provincia autonoma di Trento, prima in graduatoria. Questo ambito misura la qualità e l’efficacia delle prestazioni ospedaliere, includendo indicatori come appropriatezza dei ricoveri, tempi di attesa, esiti clinici e gestione delle emergenze.

Nel complesso, il punteggio totale di 257 consente all’Umbria di rientrare pienamente tra le Regioni adempienti, distinguendosi in un panorama dove otto Regioni risultano invece non adempienti secondo il Nuovo sistema di garanzia. Un dato che mette in evidenza il divario ancora presente tra Nord, Centro e Sud del Paese, e che rafforza il ruolo delle Regioni del Centro-Nord come punti di riferimento per la qualità dei servizi sanitari.

Redazione

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