Nel 2024, in Umbria, più di un minorenne su due ha giocato illegalmente, una realtà allarmante emersa nel corso del convegno tenutosi giovedì a Palazzo Donini. L’incontro ha segnato la seconda tappa italiana del tour di Egp Fipe, l’organizzazione di categoria degli esercenti attivi nei giochi regolamentati, e ha visto la partecipazione di istituzioni, forze dell’ordine e imprese per discutere le strategie per migliorare la sicurezza e l’affidabilità del settore del gioco pubblico. La dott.ssa Angela Bravi, referente dell’area Dipendenze della Regione Umbria, ha condiviso i dati allarmanti relativi ai minorenni, con un’alta percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che nel 2024 hanno giocato d’azzardo, manifestando anche comportamenti a rischio.
Il Manifesto di 7 punti per una maggiore regolamentazione
Il convegno ha visto l’adozione di un Manifesto di 7 punti, pensato per promuovere regole chiare e uniformi, la tutela della salute e una lotta efficace all’illegalità. Il presidente di Egp Fipe, Emmanuele Cangianelli, ha sottolineato l’importanza di una responsabilità condivisa per garantire che il gioco resti una forma di intrattenimento sana e controllata. Tra le richieste principali, c’è l’adozione di orari di apertura uniformi su tutto il territorio nazionale, una distribuzione equilibrata dei punti vendita e l’adozione di nuove tecnologie come sistemi di autoesclusione digitale, terminali a controllo remoto sicuro e intelligenza artificiale per il controllo dell’età nei punti di gioco.
La crescita del gioco online e la necessità di controlli
Il settore del gioco regolamentato in Umbria ha visto una crescita complessiva delle giocate del 31,8% dal 2019 al 2024, passando da 1,4 miliardi a 1,9 miliardi di euro. Questo aumento è stato trainato principalmente dal gioco online, che ha raggiunto quasi 1 miliardo di euro nel 2024. Sebbene il gioco online abbia aumentato il volume delle giocate, ha anche complicato i controlli, soprattutto per quanto riguarda l’accesso dei giovanissimi, come evidenziato dal colonnello Stefano Pietrosanto, comandante della Guardia di Finanza di Perugia. La GdF è infatti impegnata nell’oscuramento dei siti di gioco illegale, ma la rapidità con cui ne nascono di nuovi rende difficile il controllo completo.
Il ruolo delle istituzioni e la cultura della legalità
Gli interventi delle istituzioni hanno messo in evidenza la necessità di prevenzione e cura fin dai primi anni di vita, come sottolineato dall’assessora alle Politiche Sociali di Perugia, Costanza Spera, che ha parlato di come la cultura della legalità debba essere promossa fin dalle scuole. Il numero di giovani seguiti dai servizi sociali è significativo, ma c’è anche un grande fenomeno sommerso, che rende ancora più urgente un intervento concreto. In questa direzione, Daniele Benedetti di Federsanità Anci Umbria ha ricordato che le forze dell’ordine e le associazioni di categoria sono alleate nel chiedere restrizioni più stringenti per contrastare il gioco illegale.
Un appello all’unità per combattere l’illegalità
Infine, l’assessore al Welfare di Terni, Viviana Altamura, ha ribadito l’importanza di agire insieme per combattere l’illegalità. A Terni è stato istituito un tavolo delle dipendenze, un’iniziativa che ha permesso di monitorare il fenomeno e prendere decisioni efficaci. Altamura ha inoltre sottolineato come la confusione sulle regole alimenti l’illegalità, un aspetto che va assolutamente superato per garantire la sicurezza e la protezione delle nuove generazioni.
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