La Regione Umbria ha chiuso il bilancio consolidato 2024 con un attivo di 57 milioni di euro, certificato dal direttore regionale al bilancio Luigi Rossetti in audizione davanti alla Prima commissione. Un risultato che conferma la solidità dei conti regionali, in continuità con il dato del 2023, chiuso a +61 milioni.
Le cifre, sottolineano i consiglieri regionali di opposizione – Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza, Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc) – rappresentano l’ultimo consuntivo dell’amministrazione di centrodestra, prima dell’insediamento della nuova presidente Proietti. “Sono numeri che parlano da soli – spiegano i consiglieri –. Sono il frutto di una gestione attenta che ha risanato i debiti del trasporto pubblico, le difficoltà delle partecipate, il fallimento delle Comunità montane e del Fondo Monteluce, fino agli strascichi di Concorsopoli”.
Le opposizioni puntano il dito contro la scelta della Giunta di introdurre 184 milioni di euro di nuove tasse, definendola “un salasso ingiustificato” a carico di famiglie, lavoratori e imprese umbre. “Non esistono buchi di bilancio né disavanzi – proseguono –. Lo stesso consolidato 2024 e le relazioni dei dirigenti regionali lo confermano, certificando la solidità del sistema sanitario e delle partecipate”.
A rafforzare la tesi, i consiglieri citano anche la Corte dei conti, che nella parifica ha evidenziato accantonamenti per circa 50 milioni di euro in più rispetto al 2023: risorse che, secondo le opposizioni, potevano essere destinate a sanità, trasporti e sociale. Inoltre, nel 2025 entreranno nelle casse regionali anche i fondi derivanti dal payback sui dispositivi medici, non conteggiati nel bilancio 2024 e destinati a consolidare ulteriormente la stabilità finanziaria dell’Umbria.
“La verità – concludono – è che la nuova amministrazione ha deciso di mettere le mani nelle tasche degli umbri. Una scelta politica, non economica, che continueremo a denunciare con forza”.
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