Sciopero alla Lidl di Castiglione del Lago: “Salari più equi e maggiori tutele”

Filcams, Fisascat e Uiltucs: «Alta partecipazione nonostante i tentativi dell’azienda di ostacolare la protesta»

Forte mobilitazione dei lavoratori Lidl in provincia di Perugia, dove lo sciopero nazionale indetto dai sindacati per la giornata di venerdì 18 luglio ha registrato un’adesione definita «in massa». A comunicarlo è una nota sindacale che sottolinea come la protesta, promossa per sollecitare un miglioramento del contratto integrativo aziendale, abbia coinvolto numerosi punti vendita umbri.

La vertenza, che riguarda salari più equi, maggiori tutele contrattuali e migliori condizioni di lavoro, ha visto la partecipazione compatta dei dipendenti, con ripercussioni significative sull’attività di diversi supermercati. «L’adesione tra i lavoratori è stata molto alta», ha spiegato Luca Trovati, funzionario della Filcams Cgil Perugia. «Alcuni negozi hanno tentato di aprire nonostante la presenza di soli responsabili e pochissimi altri dipendenti, senza riuscire così a garantire un servizio regolare, come accaduto a Città della Pieve, Spoleto e Perugia».

In diverse località umbre, la protesta ha determinato la chiusura forzata dei punti vendita, vista l’impossibilità di garantire l’operatività minima. Una situazione particolarmente significativa si è verificata a Castiglione del Lago, dove la Filcams Cgil ha organizzato un presidio di protesta davanti al supermercato Lidl locale. «Abbiamo voluto denunciare l’insufficienza della proposta aziendale in merito al rinnovo del contratto integrativo», ha evidenziato Trovati, sottolineando la determinazione dei lavoratori nel portare avanti la mobilitazione.

A confermare l’ampia adesione è anche Sergio Sabatini, segretario della Fisascat Cisl di Terni, che ha dichiarato: «C’è sicuramente soddisfazione per la consistente partecipazione allo sciopero, nonostante i tentativi dell’azienda di ostacolarlo». Secondo il sindacalista, la protesta ha avuto un’importante risonanza mediatica e rappresenta un segnale chiaro della volontà dei lavoratori di ottenere «condizioni più giuste ed umane».

Il quadro delineato dalle organizzazioni sindacali evidenzia un malcontento diffuso tra i dipendenti Lidl, che chiedono alla multinazionale tedesca della grande distribuzione un cambio di passo concreto, soprattutto sul fronte delle retribuzioni e della stabilità lavorativa. In attesa di una risposta da parte dell’azienda, i sindacati annunciano che la mobilitazione potrebbe proseguire, qualora non vi siano aperture significative.

Redazione

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