Incendio Lucy Plast, Arpa: “Nessun valore sopra i limiti nei campionamenti”

Dai rilievi su aria, acqua, sedimenti e suolo nessuna criticità. Controlli proseguiranno fino a luglio per monitorare eventuali effetti a lungo termine

I primi risultati dei campionamenti ambientali effettuati da Arpa Umbria dopo l’incendio alla Lucy Plast di Pian d’Assino non evidenziano superamenti dei limiti normativi. I dati, pubblicati in un report preliminare disponibile sul sito dell’Agenzia, rappresentano una risposta attesa da cittadini e comitati, che avevano chiesto trasparenza dopo l’evento che ha interessato lo stabilimento umbertidese.

Il documento, aggiornato al 29 maggio, evidenzia che tutte le sostanze monitorate rientrano nei limiti di legge. Non sono emerse concentrazioni anomale di diossine, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) o policlorobifenili (Pcb). I metalli pesanti come Nichel, Arsenico, Cadmio e Piombo risultano anch’essi “ampiamente al di sotto dei valori limite o obiettivo”.

Controlli su più matrici ambientali

Le analisi si sono estese su diverse matrici ambientali: aria, suolo, sedimenti, acque superficiali e sotterranee. I prelievi sono stati effettuati durante e dopo l’incendio, nella cosiddetta fase post emergenziale.

Particolare attenzione è stata riservata al torrente Assino, che attraversa l’area interessata. Le analisi hanno certificato che il corso d’acqua “si presenta di elevata qualità e pienamente conforme agli standard per la vita dei pesci”, rassicurando ulteriormente sulla tenuta dell’ecosistema locale.

Unica eccezione – in attesa di approfondimenti – è il piccolo fosso adiacente allo stabilimento, trovato quasi privo d’acqua al momento del prelievo: qui, ulteriori verifiche sono previste per accertare l’assenza di contaminazioni residue.

Attese nuove analisi entro luglio

Arpa proseguirà con i controlli ambientali anche nei prossimi mesi. Il report infatti è ancora incompleto per alcuni campioni e parametri, e sarà aggiornato man mano che le analisi verranno concluse.

Ulteriori campionamenti su acque sotterranee, sedimenti e superfici sono già stati pianificati per metà luglio, al fine di monitorare potenziali effetti a medio e lungo termine. Questo approccio rientra in un protocollo di sorveglianza ambientale progressiva, volto a tutelare la salute pubblica e ambientale anche dopo la fase emergenziale.

Redazione

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