Grande partecipazione questa mattina all’Aula 1 dei Dipartimenti di Economia e Scienze Politiche per la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Marcello Signorelli a Rettore dell’Università degli Studi di Perugia. Un pubblico attento, fatto di docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti e stampa, ha seguito con interesse l’intervento del Direttore del Dipartimento di Economia, che ha delineato una proposta chiara, concreta e coraggiosa per guidare l’Ateneo nei prossimi sei anni.
“Sono qui – ha esordito Signorelli – per restituire qualcosa a un’istituzione che ha dato tanto a me e a tanti altri. Ma per affrontare le sfide che ci attendono non bastano buone intenzioni: servono metodo, coraggio e una forte capacità di ascolto”.
Tre parole chiave: concretezza, visione, comunità
Al centro del suo progetto tre concetti netti: concretezza, visione e comunità. “La concretezza – ha spiegato – deve essere la nostra stella polare: non basta individuare obiettivi, occorre tradurli in risultati tangibili, in tempi certi. Senza concretezza, anche i migliori progetti restano sulla carta”.
La visione di Signorelli punta a un Ateneo saldo nelle sue radici ma capace di evolvere: “Con oltre sette secoli di storia dobbiamo guardare lontano, mantenendo la qualità scientifica, rafforzando l’internazionalizzazione e rendendo la nostra Università sempre più attrattiva per studenti, ricercatori e partner di tutto il mondo”.
Infine, il cuore pulsante del programma: la comunità. “Un’Università funziona se chi la vive ogni giorno si sente parte integrante di un progetto collettivo. Studenti, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e CEL: tutti devono avere voce, spazio e responsabilità”.
Un difficile contesto storico
Con grande lucidità, Signorelli ha voluto anche richiamare l’attenzione sulla complessità del contesto in cui il nuovo Rettore e la Governance dovranno operare. “Qualsiasi contesto storico – ha sottolineato – è una combinazione di rischi e opportunità. Tuttavia, oggi le insidie appaiono particolarmente temibili e imprevedibili”.
A livello internazionale, la guerra dei dazi penalizza le economie esportatrici come l’Italia, mentre i conflitti e la crescente instabilità geopolitica impongono riallocazioni di risorse verso la difesa, in un quadro di declino economico e politico dell’Occidente.
Sul piano nazionale, le debolezze strutturali dell’Italia – dalla stagnazione del reddito alla pressione sul welfare – si traducono in margini sempre più stretti per l’Università e la Ricerca. “Il taglio del Fondo di Finanziamento Ordinario 2024 – ha ammonito – è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare”.
Anche a livello regionale, i dati non rincuorano: “L’Umbria cresce da decenni meno della già anemica media italiana. Un problema che non possiamo permetterci di sottovalutare”.
Di fronte a questo scenario, Signorelli ha richiamato alla necessità di massimo realismo: “Sulle risorse attese dobbiamo essere lucidi, senza perdere mai l’ambizione di sviluppare pienamente le nostre missioni”.
Una governance partecipata e funzionale
Uno dei punti più innovativi della proposta di Signorelli è il modello di Governance partecipata e funzionale. “Il Rettore non deve accentrare, deve coordinare – ha detto con forza –. Prevedo deleghe operative molto specifiche, assegnate sulla base di manifestazioni di interesse e qualità delle proposte. I delegati lavoreranno con piena autonomia sui temi cruciali, mentre io mi concentrerò sulla visione d’insieme, sul coordinamento strategico e sull’ascolto”.
Un sistema pensato per valorizzare idee e competenze diffuse, ma anche per garantire velocità ed efficacia nelle decisioni: “Un vero governo diffuso, capace di correggere la rotta se necessario”.
Le priorità: strutture, semplificazione, giovani
Tra le priorità immediate, Signorelli ha indicato il miglioramento delle infrastrutture: “Le aule e i laboratori devono essere moderni, sicuri e accoglienti. Li seguiremo come se fossero casa nostra, con task force dedicate”.
Altro tema centrale è la semplificazione amministrativa: “Liberare energie dalla burocrazia significa aiutare la didattica, la ricerca e migliorare la qualità del lavoro di tutti”.
Grande attenzione anche al tema dei giovani: “Dobbiamo proteggere e valorizzare i nostri ricercatori precari: non sono un costo, sono il nostro futuro. E dobbiamo rendere l’Ateneo più competitivo nella ricerca di fondi esterni, nazionali ed europei”.
Una sfida difficile, ma entusiasmante
Signorelli non ha nascosto le difficoltà del contesto storico, tra crisi economiche, tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario e incertezze geopolitiche. “Servirà realismo – ha ammonito –. Ma anche una forte capacità di innovazione. Ogni decisione dovrà misurarsi con i vincoli di bilancio, puntando al massimo impatto possibile delle risorse”.
Sul fronte internazionale, l’obiettivo è chiaro: più collaborazioni, più mobilità, più visibilità per l’Ateneo di Perugia. E nella didattica, equilibrio tra tradizione e innovazione: “Non rinunceremo alla relazione personale tra docente e studente, ma sapremo integrare strumenti digitali e metodologie interattive”.
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