Un quadro complessivamente positivo emerge dal rapporto 2026 del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea sull’Università degli Studi di Perugia, che analizza le performance formative di circa 335mila laureati del 2025 e la condizione occupazionale di 700mila laureati di 81 Atenei italiani, contattati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
I dati evidenziano una sostanziale stabilità dei laureati stranieri (3,4%), mentre cresce la quota di studenti provenienti da fuori regione, pari al 39,6% (+1,8% rispetto al 2025), con valori più alti tra i laureati triennali (40,9%). L’età media alla laurea resta 25,8 anni, mentre il voto medio di laurea si attesta a 103,3 punti.
I laureati che hanno svolto tirocini curriculari scendono leggermente al 77,9%, mentre aumenta la percentuale di chi ha avuto un’esperienza all’estero riconosciuta dal corso di studi, pari all’8,9%, e sale al 66% chi ha lavorato durante gli studi. La soddisfazione complessiva per l’esperienza universitaria si attesta all’88,1%, con l’81,2% soddisfatto delle attività didattiche e l’86,4% del rapporto con i docenti. Il 71,5% dei laureati si iscriverebbe di nuovo allo stesso corso nello stesso Ateneo.
Sul fronte occupazionale, tra 8045 laureati triennali a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione cresce al 81,7%, con il 30,2% a tempo indeterminato, il 39,3% a tempo determinato e il 9,9% lavoro autonomo. Tra i laureati magistrali di secondo livello a un anno, l’occupazione raggiunge l’81,4%, con il 21,8% a tempo indeterminato e il 26,9% a tempo determinato. La quota di chi considera il titolo efficace o molto efficace si attesta al 63,5% tra i triennali e al 67,1% tra i magistrali, con una crescita significativa a cinque anni dalla laurea, pari all’80,6%, superiore di 5,5 punti alla media nazionale.
A cinque anni dalla laurea, l’occupazione complessiva raggiunge il 94,7%, stabile la percentuale di contratti a tempo indeterminato (48,3%), mentre crescono retribuzioni e utilizzo delle competenze acquisite: tra i laureati di secondo livello, il 70,5% dichiara un alto utilizzo delle competenze UniPg nel lavoro svolto. Le retribuzioni medie sono in aumento tra i laureati triennali e a cinque anni dal titolo, mentre rimangono leggermente inferiori alla media nazionale, influenzate dalle condizioni economiche del territorio.
Nel complesso, i laureati dell’Università degli Studi di Perugia si collocano al di sopra della media nazionale sia nella percentuale di occupazione a uno (81,4% contro 80,8%) e cinque anni (94,7% contro 94,4%) dal titolo, sia nell’efficacia del titolo di studio per il lavoro svolto (80,6% contro 75,1%).
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