Perugia con l’Ucraina: “Non siamo un pezzo della Russia”. La richiesta: Europa più forte (VIDEO)

In piazza Italia cittadini uniti a sostegno dell'Ucraina dopo l'episodio della Casa Bianca. Tetyana: "Sono arrivati come i ladri nella notte per ucciderci dopo che si erano professati fratelli". La nostra intervista a Mario Albi dei Radicali Perugia e le parole di Azione

La manifestazione a sostegno dell’Ucraina, dopo i recenti fatti della Casa Bianca con Trump che ha sfoderato prepotenza nei confronti del presidente ucraino Zelensky è andata in scena in piazza Italia, fra cori e testimonianze. Nessuna bandiera di partito, come richiesto da Azione che ha organizzato l’evento, ma erano comunque presenti alcune forze politiche: Orizzonti Liberali, Liberaldemocratici Umbria, Azione, +Europa e Radicali.

Toccante la testimonianza di Tetyana, della comunità ucraina di Todi: “Noi non siamo una parte della Russia, abbiamo sempre avuto una nostra lingua e una nostra cultura. Vogliamo un’Ucraina libera e democratica: non importa se dentro o fuori Ue e Nato, con o senza le terre rare. Alla Casa Bianca abbiamo visto un uomo senza costume e un costume senza uomo. La nostra gente muore per colpa dell’aggressione subita e la gente muore non solo al fronte. Siamo sotto terra: persino gli animali vengono recuperati dalle macerie. Ci hanno detto di essere fratelli e invece sono arrivati a notte fonda per ucciderci. Invece vogliamo essere persone vive e libere”

Mario Albi (Radicali Perugia): “Qui per ribadire il sostegno all’Ucraina contro le mire espansionistiche ed imperialiste di Putin, che potrebbe riuscire ad ottenere attraverso il tradimento degli ideali Usa che sta attuando Trump”.  Donatella Porzi di Azione ha ricordato quello che ha visto con i suoi occhi in Ucraina: “In questo momento non devono esserci scontri per la supremazia fra leader: bisogna fare rete”. Aggiunge Lorenzo Mazzanti, segretario perugino di Azione: “A rischio il futuro dell’Europa, serve un’Europa forte: ricordiamoci sempre che non è solo una guerra, ma un popolo che ne ha invaso un altro. Siamo qui per dire che noi ci siamo”

 

Redazione

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