Il costo dell’acqua in Umbria continua a salire, con Perugia che si posiziona come la seconda città più cara d’Italia, superata solo da Firenze. Lo rivela un’indagine condotta da Federconsumatori e Fondazione Isscon, che ha analizzato le tariffe aggiornate per il 2024 nei capoluoghi di regione.
Le città con le tariffe più alte e più basse
Lo studio ha preso in considerazione una famiglia di tre componenti con un consumo annuo di 182 metri cubi. Di seguito la top 3 delle città più costose:
- Firenze – 763,41 euro
- Perugia – 618,09 euro
- Genova – 614,07 euro
Al contrario, le città con il servizio idrico più economico sono:
- Milano – 177,15 euro
- Napoli – 206,45 euro
- Campobasso – 234,66 euro
Le cause del caro acqua in Umbria
Secondo Paolo Del Caro, presidente di Federconsumatori Umbria, il costo elevato dell’acqua nella regione è un paradosso, considerando l’abbondanza di sorgenti. Le principali cause individuate sono:
- Frammentazione dei gestori: in Lombardia ne esiste uno solo, mentre in Umbria la gestione è suddivisa tra più soggetti.
- Perdite d’acqua elevate: a livello nazionale, la dispersione idrica si attesta al 42,4%, mentre in Umbria è del 40%.
- Bonus sociali inadeguati: gli attuali sussidi non garantiscono un accesso equo alla risorsa.
- Scarsa informazione: servirebbe un sistema più trasparente per sensibilizzare i cittadini.
Un incremento del 66% in otto anni
Dal 2016 al 2024, la tariffa dell’acqua a Perugia è aumentata del 66%, contribuendo a posizionare il Centro Italia come l’area geografica con i costi più alti, con una media di 586,20 euro per 182 metri cubi.
“Stiamo lavorando per eliminare queste criticità”, ha assicurato Del Caro, sottolineando la necessità di una riforma del settore idrico per ridurre i costi e migliorare l’efficienza del servizio.
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