Cantone: “Procura di Perugia sotto organico, a rischio molte indagini”

In una lettera indirizzata al Ministero della Giustizia e al procuratore generale dell’Umbria, il procuratore Raffaele Cantone e il dirigente amministrativo Alessandro Marchionni hanno espresso "sempre più grave preoccupazione" per la progressiva riduzione dell’organico. "

La Procura della Repubblica di Perugia si trova in una situazione di grave difficoltà a causa della mancanza di personale amministrativo, mettendo a rischio la tempestiva gestione dei servizi. L’ufficio è attualmente impegnato, tra le altre cose, nell’indagine su presunti episodi di dossieraggio e in fascicoli che coinvolgono magistrati romani.

In una lettera indirizzata al Ministero della Giustizia e al procuratore generale dell’Umbria, il procuratore Raffaele Cantone e il dirigente amministrativo Alessandro Marchionni hanno espresso “sempre più grave preoccupazione” per la progressiva riduzione dell’organico. “Nonostante l’arrivo di cinque operatori data entry, comunque a tempo determinato, la Procura non ha fruito negli ultimi due anni di alcun nuovo ingresso”, si legge nel documento, sottolineando come il problema sia stato aggravato dai numerosi pensionamenti in diversi profili professionali.

“La grave situazione di scoperture impone perciò di sollecitare, ancora una volta, l’adozione di urgenti soluzioni per limitare il pericolo di pesanti effetti negativi sulle attività della Procura” scrivono nel documento pubblicato sul sito della procura stessa.
Nella lettera si evidenzia che “una segnalazione merita la criticità nel profilo di conducente automezzi: attualmente sui cinque previsti in pianta è in servizio solo un conducente, che deve far fronte alle esigenze di trasporto di 13 magistrati verso aule e uffici giudiziari dislocati, anche in città, in luoghi distanti dalla sede della Procura”. “Senza dimenticare che ogni settimana lo stesso conducente – si legge ancora – accompagna i colleghi amministrativi a gestire i fascicoli processuali nell’archivio situato in località distante circa 10 chilometri dalla Procura”.

Un organico insufficiente per fronteggiare il carico di lavoro

Cantone e Marchionni lamentano che “gran parte degli obiettivi del Pnrr condizionano inevitabilmente il carico di lavoro anche degli uffici requirenti”. In altre parole, nonostante l’attenzione sia stata posta sugli uffici giudicanti, il lavoro richiesto alla Procura è aumentato, senza però che ci sia stato un adeguato rinforzo dell’organico.

Un esempio evidente delle difficoltà riguarda l’assegnazione di un assistente giudiziario: la Procura doveva ricevere un nuovo dipendente il 30 luglio, ma l’assistente ha ottenuto un differimento fino al “primo luglio 2026”. Il differimento è stato concesso poiché “è già in essere un rapporto di lavoro a tempo determinato con questa Amministrazione presso il Tribunale di Cagliari”. Di fatto, l’assistente giudiziario potrebbe non prendere mai servizio presso la Procura di Perugia, poiché è prevista una sua possibile stabilizzazione nell’attuale ufficio.

Mancano quattro assistenti giudiziari su quattordici

La lettera denuncia che la Procura si trova a operare con un deficit del 30% nel numero degli assistenti giudiziari, dato che “mancano quattro unità a fronte delle quattordici previste in pianta organica”. Cantone e Marchionni si interrogano sul perché il Ministero abbia assegnato “un solo assistente giudiziario”, a fronte di una scopertura così significativa. Anche le recenti assegnazioni non hanno avuto alcun impatto concreto sul problema, aggravando ulteriormente la gestione quotidiana dei fascicoli.

La pressione degli obiettivi del PNRR

La Procura di Perugia si trova quindi a fronteggiare un carico di lavoro aumentato dagli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che pone l’accento sull’efficienza della giustizia. Tuttavia, come evidenziano Cantone e Marchionni, l’attenzione alle necessità di potenziare gli uffici giudicanti ha lasciato scoperti gli uffici requirenti, come la Procura, che ne risentono pesantemente.

“Con tutta probabilità l’assistente giudiziario non prenderà servizio in questo ufficio nemmeno alla data del primo luglio 2026”, sottolinea la lettera, paventando un’ulteriore dilazione delle risorse che rischia di compromettere la capacità della Procura di operare con la necessaria efficienza.

Redazione

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