Le centrali idroelettriche dell’Umbria emergono come pilastri fondamentali nella produzione di energia elettrica rinnovabile. Cristina Morbello, consigliere comunale di AP, evidenzia come “il settore idroelettrico fornisce il 40% dell’intera produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Europa”, sottolineando la significativa contribuzione dell’Umbria con una producibilità media annua di 1516,0 GWh, ben oltre il consumo domestico regionale di 901,9 GWh. Morbello afferma che l’idroelettrico è “il vero ‘petrolio’ dell’Umbria”, indicando il potenziale delle centrali locali non solo nel coprire ma nel superare ampiamente il fabbisogno energetico delle famiglie della regione.
L’approccio suggerito da Morbello si basa sulla legge nazionale che permette alle Regioni di riappropriarsi delle centrali idroelettriche a fine concessione. “È proprio questa la grande occasione, unica e irripetibile, per riappropriarci delle nostre grandi centrali idroelettriche e fornire energia elettrica gratis alle famiglie umbre”, dichiara, promuovendo un modello già in atto in Valle d’Aosta per l’energia e in Basilicata per il gas.
Per accelerare questo processo, Morbello ha presentato un ordine del giorno al Comune di Perugia, chiedendo di “impegnare la Regione Umbria a costituire, come prevede la legge, una società a capitale misto pubblico-privato” per la gestione delle centrali. Tuttavia, nonostante la chiara opportunità offerta dalla legge regionale n. 1 del 6 marzo 2023, l’iniziativa stenta a decollare, con significative resistenze politiche.
La posizione di Morbello va oltre il risparmio economico, proponendo un cambio di paradigma verso l’autonomia energetica e una gestione più sostenibile ed equa dell’energia. Critica la recente bocciatura del suo atto di indirizzo da parte della maggioranza di destra a Perugia, sottolineando come “evidentemente la destra perugina non comprende” il potenziale di un approccio che combina sostenibilità energetica e vantaggi economici, in linea con le direttive europee sull’efficienza energetica.
“La gestione pubblica delle centrali idroelettriche offre un controllo democratico sulle decisioni riguardanti l’uso delle risorse idriche”, conclude Morbello, puntando sull’importanza del coinvolgimento comunitario e sull’uso responsabile dei profitti derivanti dall’energia idroelettrica. La visione proposta mira a garantire che le risorse naturali dell’Umbria vengano gestite in modo da assicurare un futuro ricco e sostenibile per le attuali e future generazioni della regione.
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