Appalti Anas irregolari, Bori (Pd): “Giunta dica se ha legami con gli indagati”

Intanto si complica il quadro per l'umbro Pilieri, che ha rapporti con la società di consulenza Pica Consulting, fondata nel 2022 con Andrea Carminati, figlio di Massimo Carminati, esponente dei Nar

Il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico, Tommaso Bori, ha annunciato una interrogazione in merito all’inchiesta della procura di Roma sugli appalti Anas e il coinvolgimento di figure umbre.L’esponente dem sottolinea  “L’Umbria gioca un ruolo importante nell’inchiesta nazionale sugli appalti: è umbro uno degli indagati e si trovano nella nostra regione diversi dei lavori i cui appalti sono finiti al centro dell’indagine. Per questo è necessario fare chiarezza, facendo cadere qualsiasi ombra sulle nostre opere pubbliche”.

Il segretario del PD vuole approfondire “se ci siano stati in passato contatti tra gli indagati ed esponenti della Giunta regionale e dei loro staff” e indagare sui potenziali impatti che le indagini potrebbero avere sui “lavori di ammodernamento delle gallerie umbre”, essenziali per la sicurezza dei cittadini e per i collegamenti del Paese.

L’inchiesta, che coinvolge importanti figure come Tommaso Verdini e Fabio Pileri, ha rivelato un presunto schema di corruzione e influenza, attraverso il quale funzionari Anas avrebbero favorito imprenditori tramite informazioni riservate, come evidenziato dalle intercettazioni. Bori sottolinea: “Tra gli appalti attenzionati ce ne sono quattro che riguardano lavori da milioni di euro per la manutenzione delle gallerie della nostra regione. Fra loro il lotto 2 dell’accordo quadro quadriennale per il risanamento strutturale, appalto da 60 milioni di euro per Toscana-Lazio-Umbria-Marche-Abruzzo-Molise”.

La questione si fa più complessa considerando la connessione di Pileri con la società di consulenza Pica Consulting, fondata nel 2022 con Andrea Carminati, figlio di Massimo Carminati, esponente dei Nar. Bori aggiunge: “Tanti i soldi e preoccupanti le intercettazioni lette, dove si parla palesemente di corruzione. In questo quadro la chiarezza appare quanto mai urgente, senza alcun fine strumentale, ma come diritto degli umbri”.

Redazione

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