Morte Giulia Spini, esami aprono aprono a possibilità di una terza persona

Nelle prime ore dopo il fatto sembrava prendere corpo l’ipotesi dell’omicidio da parte del figlio ma le prime indicazioni dagli accertamenti medico-legali dicono altro.

Si allarga il quadro relativo all’indagine sulla morte di Giulia Spini, la pensionata di Passignano sul Trasimeno ritrovata senza vita mercoledì scorso nella casa in cui viveva col figlio.

Quest’ultimo, ascoltato dagli inquirenti, è stato iscritto nel registro degli indagati, ipotizzando i reati di maltrattamenti e abbandono di incapace. Nelle prime ore dopo il fatto sembrava prendere corpo l’ipotesi dell’omicidio da parte del cinquantenne, ma le prime indicazioni dagli accertamenti medico-legali sembrano allontanare l’ipotesi di omicidio. Gli esami radiologici effettuati sulla donna non hanno rivelato ferite che potrebbero essere collegate all’azione di una terza persona.

L’autopsia chiarirà molto anche se sul volto della donna sono stati trovati alcuni lividi che tuttavia sarebbero compatibili con le conseguenze di una caduta. Dalle indagini è emerso che anche qualche giorno fa la settantottenne era finita accidentalmente in terra.

Sia la donna che il figlio soffrivano di patologie  non andavano molto d’accordo e recentemente avevano litigato. Nelle prossime ore, il sostituto procuratore Mara Pucci ed i carabinieri di Città della Pieve, guidati dal capitano Luca Battistella faranno chiarezza su quanto accaduto.

Redazione

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