Fa investire un cliente sulle aste immobiliari, ma è una truffa: avvocatessa tuderte nei guai

Danno di oltre 150.000 euro. Oltre a questa truffa, l'avvocatessa è stata accusata in altri casi simili, tra cui una truffa legata a un prestito di 16.000 euro e di patrocinio o consulenza infedele.

Una avvocatessa 49enne di Todi è stata condannata dal tribunale di Spoleto a due anni e dieci mesi di reclusione per truffa. La professionista, iscritta all’Ordine di Perugia, è stata ritenuta responsabile di aver indotto in errore un cliente, promettendogli “investimenti remunerativi nel settore delle aste immobiliari” che non si sono mai concretizzati, causandogli un danno di oltre 150 mila euro.

Le accuse emerse nel processo, che si sono svolte tra il dicembre 2012 e il gennaio 2016 a Marsciano, hanno evidenziato un comportamento fraudolento da parte dell’avvocatessa. Secondo il giudice Paola Giammarioli, che ha emesso la sentenza, l’imputata ha abusato della fiducia del cliente, “con artifizi e raggiri” per convincerlo della bontà degli investimenti inesistenti. Questo comportamento ha incluso la sottoscrizione di dichiarazioni di debito e il rilascio di assegni in garanzia.

Il pubblico ministero Gennaro Iannarone ha ricostruito nel dettaglio come l’avvocatessa abbia indotto in errore il cliente, un fisioterapista assistito dall’avvocato Emanuele Sorcetti, attraverso una serie di transazioni per un totale di 199.650 euro, di cui solo 45 mila sono stati restituiti. Questo ha portato a un danno patrimoniale significativo di 154.650 euro.

Oltre a questa truffa, l’avvocatessa è stata accusata in altri casi simili, tra cui una truffa legata a un prestito di 16 mila euro e di patrocinio o consulenza infedele. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro i primi di marzo e si prevede un possibile appello da parte della difesa, considerando la prescrizione incombente di alcuni reati.

Il Consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli Avvocati ha già avviato un procedimento disciplinare nei confronti della collega, a seguito delle gravi accuse. Questo caso solleva questioni importanti sulla fiducia e l’etica professionale nel settore legale, sottolineando la necessità di una vigilanza costante e di misure adeguate per proteggere i clienti da pratiche fraudolente.

Redazione

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