Ricreazione Festival, oltre 200 studenti chiedono una scuola più inclusiva

A Perugia ragazze e ragazzi hanno portato al centro del festival le criticità della scuola, dall’ansia per i voti agli edifici inadeguati. Al centro anche educazione alla pace e nonviolenza

Oltre 200 studenti di undici classi hanno aperto a Perugia la nuova edizione di Ricreazione Festival, manifestazione dedicata alla scuola pubblica, democratica e attenta ai diritti, in programma fino a domenica 1° novembre.

La prima giornata ha scelto di dare spazio direttamente a chi la scuola la vive ogni giorno. Gli studenti del Capitini, del liceo Properzio di Assisi, del Giordano Bruno, del Galilei e del Pieralli hanno raccontato difficoltà e aspettative, chiedendo una scuola più accessibile e capace di ascoltare.

Dall’ansia per i voti agli edifici scolastici

Tra i temi emersi durante il confronto ci sono stati il peso della valutazione e della competizione, l’ansia legata alle verifiche, il costo dei libri e delle attività scolastiche e le condizioni degli edifici.

Gli studenti hanno evidenziato anche la carenza di spazi per socializzare e di tempo dedicato alla ricreazione, oltre alla necessità di rafforzare il sostegno psicologico e l’educazione sessuo-affettiva.

Ampio spazio è stato riservato inoltre all’inclusione, alla sicurezza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e alla necessità di garantire pari opportunità.

La richiesta, è stato sottolineato durante il festival, non è quella di avere meno scuola, ma di costruire una scuola migliore, più inclusiva e attenta alle persone.

Barcaioli: «Diritto allo splendore»

L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli ha sottolineato la consapevolezza dimostrata dagli studenti durante gli interventi.

«Hanno portato questioni che riguardano l’intero sistema scolastico, dalle disuguaglianze economiche alla qualità degli ambienti, dalla valutazione al diritto di ciascuno di trovare ascolto», ha dichiarato.

Barcaioli ha inoltre richiamato una delle espressioni utilizzate dai ragazzi durante il confronto: «Diritto allo splendore», considerandola una sintesi delle loro aspettative e della volontà di partecipare alla vita della scuola.

All’apertura hanno partecipato anche la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, gli insegnanti e scrittori Roberto Contu e Christian Raimo.

Ferdinandi: «Gli studenti sono il nostro presente»

La sindaca ha ribadito la necessità di riconoscere agli studenti un ruolo attivo nelle decisioni che riguardano scuola e società.

«I ragazzi e le ragazze non sono il futuro, sono il nostro presente più prezioso», ha affermato Ferdinandi, sottolineando l’importanza dell’ascolto e della partecipazione.

La scuola come luogo di educazione alla pace

Nel pomeriggio il festival ha spostato l’attenzione sul rapporto tra scuola, pace e nonviolenza, con l’incontro “Studiare la pace”.

Il confronto ha approfondito il ruolo dell’educazione in una fase internazionale segnata da guerre e riarmo, partendo dalla figura di Aldo Capitini e dalla tradizione pacifista dell’Umbria.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore regionale alla Pace Fabio Barcaioli, il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli e il presidente della Fondazione Centro studi Aldo Capitini Giuseppe Moscati.

Proietti: «La pace è parte dell’identità dell’Umbria»

La presidente Stefania Proietti ha ricordato il valore dell’educazione alla pace e il ruolo dei testimoni che hanno contribuito a trasmetterne i principi alle nuove generazioni.

«Sono orgogliosa della scelta compiuta in Umbria, dove abbiamo voluto collocare la delega alla pace nell’assessorato che si occupa di istruzione e cooperazione internazionale», ha dichiarato.

Secondo Proietti, la scelta è coerente con lo Statuto regionale e con la storia dell’Umbria, dove la pace rappresenta una componente importante dell’identità del territorio.

La proposta su Aldo Capitini

Nel corso del dibattito è stata inoltre discussa la proposta di inserire Aldo Capitini nei programmi scolastici, sostenuta anche dall’onorevole Elisabetta Piccolotti.

L’idea è stata accolta positivamente dai partecipanti, con l’obiettivo di far conoscere agli studenti una figura centrale della cultura italiana della nonviolenza.

Il festival proseguirà fino al 1° novembre con incontri e laboratori dedicati, tra gli altri temi, a inclusione, disuguaglianze, valutazione, educazione sessuo-affettiva, sostenibilità e intelligenza artificiale nella didattica.

Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 31 ottobre alle 21.30 alla Sala dei Notari è previsto l’incontro con Ascanio Celestini e “Storie di scuola”, dedicato alla memoria e alle esperienze di chi vive quotidianamente il mondo dell’istruzione.

 

Redazione

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