Un uomo nato nel 1988 è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Spoleto per aver violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna, nei confronti della quale era già sottoposto a una misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria. L’episodio si è verificato nel centro cittadino, dove la donna, dopo aver notato l’arrivo dell’ex convivente, aveva cercato riparo in un bar insieme alla sorella e alla figlia. L’attivazione del dispositivo antistalking ha permesso alla Sala operativa del Commissariato di ricevere immediatamente la segnalazione e inviare una pattuglia sul posto. Gli accertamenti effettuati dagli agenti hanno portato all’arresto dell’uomo, già indagato in un procedimento penale per atti persecutori ai danni della stessa donna.
Il provvedimento cautelare al quale era sottoposto prevedeva l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinarsi a meno di mille metri dalla persona offesa e dai luoghi da lei frequentati.
Una distanza che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo non avrebbe rispettato, raggiungendo il locale nel quale la donna si era rifugiata proprio per evitare un possibile contatto.
Si rifugia in un bar e attiva l’allarme antistalking
La vicenda ha avuto inizio quando la donna, mentre si trovava nel centro di Spoleto in compagnia della sorella e della figlia, ha visto sopraggiungere l’ex convivente.
Consapevole delle misure cautelari già disposte nei confronti dell’uomo, ha cercato riparo all’interno di un esercizio pubblico, dove ha successivamente azionato il sistema di allarme antistalking collegato al dispositivo in suo possesso.
La segnalazione è arrivata direttamente alla Sala operativa del Commissariato di Spoleto, che ha immediatamente contattato la donna per verificare quanto stesse accadendo.
Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie, gli operatori hanno disposto l’invio di una Volante della Polizia di Stato presso il bar, per accertare la situazione e verificare l’eventuale violazione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
La donna, in evidente stato di agitazione, ha riferito agli agenti di aver visto l’ex compagno avvicinarsi al luogo in cui si trovava, nonostante il divieto al quale era sottoposto.
Le telecamere del locale confermano la violazione
Una volta raggiunto l’esercizio commerciale, i poliziotti hanno raccolto la testimonianza della donna e avviato gli accertamenti per ricostruire gli spostamenti dell’uomo.
Determinante è stata la collaborazione di una dipendente del bar, che ha consentito agli agenti di acquisire le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza installate all’interno del locale.
Dall’esame delle immagini, gli operatori hanno trovato riscontro a quanto denunciato dalla persona offesa, verificando che l’ex convivente si era effettivamente presentato nel bar.
La presenza dell’uomo nel locale ha permesso agli investigatori di accertare la violazione della distanza minima di mille metri prevista dalla misura cautelare.
Il provvedimento era stato emesso dall’autorità giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale ancora in corso, nel quale l’uomo risulta indagato per atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.
La misura prevedeva non soltanto il divieto di avvicinamento alla donna, ma anche l’allontanamento dall’abitazione familiare e il rispetto delle limitazioni relative ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.
Rintracciato a casa e arrestato dalla Polizia
Terminata la verifica delle immagini e raccolti gli elementi necessari, gli agenti del Commissariato di Spoleto hanno avviato le ricerche dell’uomo.
Il soggetto è stato rintracciato presso la propria abitazione e successivamente accompagnato negli uffici di Polizia per le procedure di identificazione e gli ulteriori accertamenti.
Alla luce della ricostruzione effettuata dagli investigatori, è stato dichiarato in arresto in flagranza per la violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Dell’accaduto è stato informato il Pubblico Ministero di turno, che ha disposto la collocazione dell’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti all’autorità giudiziaria competente.
L’intervento è stato reso possibile anche dalla tempestiva attivazione del dispositivo di allarme, che ha consentito alla donna di segnalare la situazione direttamente alle forze dell’ordine senza dover raggiungere personalmente gli uffici del Commissariato.
Il dispositivo antistalking e le misure di protezione
Il caso di Spoleto riguarda l’applicazione delle misure cautelari previste per la tutela delle persone che denunciano comportamenti persecutori.
Il divieto di avvicinamento alla persona offesa impone al destinatario di rispettare le distanze stabilite dal giudice e le eventuali ulteriori prescrizioni relative ai luoghi frequentati dalla vittima.
Nel caso specifico, l’autorità giudiziaria aveva fissato una distanza minima di mille metri, la cui violazione è stata documentata dagli agenti attraverso le immagini registrate nel bar.
Il sistema di allarme antistalking utilizzato dalla donna ha inoltre consentito un collegamento immediato con la Sala operativa, permettendo agli operatori di raccogliere la segnalazione e attivare l’intervento della pattuglia.
L’uomo rimane sottoposto agli arresti domiciliari secondo quanto disposto dal magistrato, in attesa delle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.
Resta ferma la presunzione di innocenza: l’indagato deve essere considerato non colpevole fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.
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