Un neonato è morto poco dopo la nascita nonostante il trasferimento d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove era stato ricoverato nella terapia intensiva neonatale. La vicenda ha coinvolto una giovane coppia residente nel Folignate e ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica.
La segnalazione all’autorità giudiziaria è arrivata dopo la denuncia presentata dai genitori, che hanno chiesto di fare chiarezza sulle circostanze che hanno portato al decesso del bambino.
Gli accertamenti dovranno stabilire le cause della morte e ricostruire tutte le fasi dell’assistenza sanitaria ricevuta durante il parto e nelle ore successive.
Il parto iniziato a Foligno e il trasferimento a Perugia
Secondo quanto riportato da Il Messaggero Umbria, il parto era iniziato all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno.
Durante il percorso sarebbero però emerse alcune complicazioni che hanno reso necessario il trasferimento del neonato presso il presidio ospedaliero di Perugia, dotato di un reparto specializzato di terapia intensiva neonatale.
Una volta arrivato al Santa Maria della Misericordia, il piccolo è stato affidato alle cure della Tin, dove i sanitari hanno tentato di assisterlo. Nonostante gli interventi effettuati, il neonato è deceduto.
La denuncia dei genitori e gli accertamenti della Procura
Dopo la morte del figlio, i genitori hanno deciso di presentare una denuncia per chiedere una verifica completa dell’accaduto.
L’obiettivo della famiglia, secondo quanto riferito, è comprendere se il decesso possa essere collegato a eventuali responsabilità nell’assistenza sanitaria oppure se si sia trattato di un evento imprevedibile e non evitabile.
La Procura ha quindi avviato le procedure necessarie per ricostruire la vicenda. Tra i primi atti disposti figurano l’acquisizione della documentazione sanitaria e l’avvio degli accertamenti medico-legali.
Prevista l’autopsia per chiarire le cause della morte
Nell’ambito dell’indagine dovrebbe essere eseguito l’esame autoptico, affidato secondo quanto riportato dal quotidiano al medico legale Donatella Fedeli.
L’autopsia e l’analisi delle cartelle cliniche saranno elementi centrali per individuare le cause del decesso e verificare la correttezza delle procedure adottate.
Gli specialisti dovranno esaminare diversi aspetti della vicenda, compresi i tempi degli interventi sanitari, le condizioni del neonato nelle varie fasi dell’assistenza e ogni altro elemento ritenuto utile dagli inquirenti.
Possibili avvisi di garanzia ai sanitari coinvolti
Nel corso dell’inchiesta potrebbero essere notificati avvisi di garanzia ai professionisti sanitari eventualmente iscritti nel registro degli indagati.
Si tratta di un passaggio previsto dalle procedure giudiziarie, che consente agli interessati di nominare eventuali consulenti tecnici di parte in vista degli accertamenti medico-legali.
La presenza di un avviso di garanzia rappresenta una garanzia per permettere la partecipazione agli atti investigativi e non costituisce, di per sé, un’accertata attribuzione di responsabilità.
L’indagine è ancora nella fase iniziale
La ricostruzione della vicenda è ancora in corso e saranno gli esami disposti dalla magistratura a fornire ulteriori elementi.
L’inchiesta dovrà chiarire ogni passaggio relativo al parto, al trasferimento del neonato e alle cure ricevute presso la terapia intensiva neonatale, con l’obiettivo di stabilire l’origine del tragico evento.
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