Costruzioni, Fillea Cgil chiede piano regionale: “Serve programmazione dopo il Pnrr”

Il sindacato propone una strategia strutturale per il settore delle costruzioni con investimenti, sicurezza, innovazione e tutela dell’occupazione qualificata dopo la fase straordinaria legata al Pnrr.

La Fillea Cgil Umbria chiede alla Regione una nuova politica industriale per il comparto delle costruzioni capace di accompagnare il territorio nella fase successiva al Pnrr, trasformando gli investimenti straordinari degli ultimi anni in una programmazione stabile. La richiesta è stata avanzata dalla segretaria generale Elisabetta Masciarri dopo la mozione presentata in Consiglio regionale sul futuro del settore. Al centro della proposta ci sono innovazione, occupazione qualificata, legalità e sicurezza nei cantieri.

Il settore delle costruzioni verso una nuova fase

Secondo Fillea Cgil Umbria, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una forte crescita del comparto, sostenuta dagli incentivi edilizi, dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dalla ricostruzione post-sisma. Una fase che ora potrebbe lasciare spazio a un rallentamento della domanda e a una possibile riduzione degli investimenti.

“Se gli ultimi anni hanno raccontato una stagione di crescita sostenuta da incentivi edilizi, Pnrr e ricostruzione post-sisma – ha spiegato Masciarri – il futuro appare più incerto”. La segretaria generale ha evidenziato il rischio di un cambio di ciclo legato alla progressiva riduzione della spinta straordinaria degli investimenti.

I dati del primo semestre 2026 dell’Osservatorio statistico Cnce indicano un settore che mantiene la stabilità occupazionale, ma con segnali di contrazione dell’attività. In Umbria le imprese edili sono passate da 2.647 a 2.510, con una diminuzione del 5,18% rispetto allo stesso periodo del 2025. I lavoratori risultano invece sostanzialmente stabili, circa 14.700 addetti, mentre le ore lavorate registrano un calo dell’1,02%.

La richiesta di una programmazione oltre il Pnrr

Per la Fillea Cgil il rallentamento deve essere affrontato attraverso una strategia di lungo periodo che garantisca continuità agli investimenti e sostenga la trasformazione del settore. “È questo il momento di intervenire – ha sottolineato Masciarri –. Dietro ogni cantiere che rallenta o si ferma ci sono lavoratrici e lavoratori, professionalità costruite negli anni”.

Il sindacato evidenzia come una diminuzione della domanda potrebbe avere effetti sull’intera filiera delle costruzioni, coinvolgendo imprese, lavoratori e attività collegate. Per questo viene indicata come prioritaria la costruzione di una politica industriale regionale delle costruzioni capace di accompagnare il comparto oltre la fase emergenziale.

Tra gli strumenti indicati dalla Fillea Cgil figura il rafforzamento del Tavolo regionale delle costruzioni, considerato un luogo stabile di confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese e professionisti.

Sicurezza e legalità nei cantieri tra le priorità

La fase di transizione viene indicata anche come un momento decisivo per garantire la qualità del lavoro. Secondo il sindacato, la riduzione degli investimenti non deve tradursi in una diminuzione delle tutele per chi opera nei cantieri.

Tra le richieste avanzate figurano maggiori controlli, qualificazione delle imprese, piena applicazione del badge di cantiere, vigilanza sui subappalti e rispetto dei contratti collettivi. L’obiettivo è sostenere un modello di lavoro regolare, qualificato e sicuro.

“La qualità del lavoro – ha sottolineato Masciarri – si misura proprio nella fase più difficile, quando occorre garantire diritti e legalità”.

Le risorse disponibili per nuovi investimenti

Secondo la Fillea Cgil, l’Umbria dispone già di strumenti economici sui quali costruire una nuova fase di sviluppo. A marzo 2026 è stato approvato un nuovo Piano per la ricostruzione delle opere pubbliche in Umbria con risorse superiori a 50,5 milioni di euro.

Il Rapporto 2026 sulla ricostruzione registra inoltre 1.110 cantieri privati ancora in corso e 541 interventi pubblici censiti, per oltre 802 milioni di euro programmati.

A queste risorse si aggiungono la programmazione europea e gli investimenti regionali. La manovra anticiclica della Regione prevede oltre 35 milioni di euro di investimenti pubblici nel triennio 2026-2028, con una prospettiva di circa 80 milioni nel quinquennio 2026-2030. Sono inoltre previsti 20 milioni di euro del Fesr destinati al recupero di circa 700 alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Le priorità per il futuro del comparto

Per Fillea Cgil la nuova programmazione regionale dovrà concentrarsi su alcuni ambiti strategici: rigenerazione urbana, recupero dei centri storici, politiche abitative, sicurezza sismica, contrasto al dissesto idrogeologico, infrastrutture viarie e ferroviarie, riqualificazione energetica del patrimonio pubblico e privato e completamento della ricostruzione.

Il sindacato sostiene la necessità di intervenire prima che il rallentamento del settore produca conseguenze sull’occupazione e sulle imprese, puntando su una fase di investimenti strutturali e su una trasformazione del comparto delle costruzioni in chiave innovativa e sostenibile.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Lo scalo umbro registra il miglior mese della sua storia: nei primi otto mesi del...
La Regione aumenta da 500 mila a un milione di euro le risorse per il...
In Umbria il credito alle aziende minori resta in calo, mentre il costo del denaro...

Altre notizie