Caro carburanti: il gasolio supera i 2,5 euro in Umbria

Due distributori regionali registrano prezzi record per il diesel servito mentre imprese e governo valutano nuove misure contro l’aumento dei costi energetici

Il caro carburanti torna al centro del dibattito in Umbria, dove il prezzo del gasolio in modalità servito ha superato quota 2,5 euro al litro in due stazioni monitorate dall’Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I valori più elevati sono stati rilevati a Giove, lungo la rete autostradale, e a Gualdo Cattaneo, con prezzi rispettivamente di 2,569 e 2,509 euro al litro per il diesel servito. La situazione si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato dall’aumento dei costi dei carburanti, con il ministro Adolfo Urso che annuncia la valutazione di nuovi interventi e con le imprese che chiedono misure più incisive.

Gasolio oltre i 2,5 euro in due distributori umbri

I dati dell’Osservaprezzi carburanti evidenziano alcune punte particolarmente elevate nei distributori umbri. Il prezzo medio regionale del gasolio in modalità servita, rilevato nella giornata di venerdì, era pari a 2,35 euro al litro, mentre il costo medio del diesel in modalità self scendeva a 2,126 euro al litro.

Le stazioni che hanno superato la soglia dei 2,50 euro al litro sono due. A Giove, sulla rete autostradale, il diesel servito ha raggiunto 2,569 euro al litro, mentre a Gualdo Cattaneo il prezzo registrato è stato di 2,509 euro al litro. Subito dietro nella graduatoria dei valori più elevati figurano un distributore di Marsciano, con 2,499 euro al litro, e uno di Città di Castello, con 2,489 euro al litro.

Benzina, a Marsciano il prezzo più alto

La situazione riguarda anche la benzina, con un picco registrato sempre a Marsciano. In modalità servita e self, il prezzo della verde ha raggiunto 2,489 euro al litro in entrambi i casi, un valore nettamente superiore alla media regionale della benzina self, che nella giornata di riferimento era pari a 2,016 euro al litro.

Il differenziale tra alcuni distributori e i valori medi evidenzia quindi una forte variabilità dei prezzi sul territorio, con particolare attenzione rivolta dalle associazioni economiche alle conseguenze per imprese e famiglie.

Il governo studia nuove misure contro il caro carburanti

Sul tema del caro carburanti è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che in un’intervista a La Stampa ha parlato delle prossime iniziative dell’esecutivo. “Ora bisogna lavorare ad un Piano immediato con misure emergenziali più mirate, anche per conservare le risorse per altri interventi assolutamente necessari a sostegno del sistema delle imprese e per garantire in prospettiva l’autonomia energetica e produttiva del Paese”, ha dichiarato il ministro.

Tra gli interventi allo studio vengono indicati quelli rivolti alla filiera dell’autotrasporto, settore particolarmente esposto all’aumento dei costi del carburante.

Urso ha inoltre evidenziato il tema degli extraprofitti delle compagnie energetiche, che secondo il ministro dovrebbero essere oggetto di un confronto con gli operatori del settore.

Energia, rinnovabili e nucleare tra le strategie future

Nel quadro delle politiche energetiche indicate dal ministro rientrano anche misure strutturali di medio e lungo periodo. Tra le ipotesi citate figurano il potenziamento delle energie rinnovabili e il possibile ritorno al nucleare, insieme a interventi che potrebbero essere inseriti già nel decreto Imprese previsto per ottobre e successivamente nella legge di bilancio.

L’obiettivo indicato dal governo è ridurre la vulnerabilità energetica del Paese e sostenere la competitività del sistema produttivo.

Confimprenditori: imprese preoccupate per l’aumento dei costi

Sul fronte delle imprese arriva invece la posizione critica di Confimprenditori, che giudica insufficienti gli interventi finora adottati dall’esecutivo sul piano economico.

Secondo l’associazione, il bilancio raccolto tra le aziende associate è “fortemente negativo”. La maggior parte delle imprese considera non adeguate le misure adottate per sostenere la competitività e guarda con crescente preoccupazione all’aumento dei costi legati ai carburanti.

L’incremento delle spese energetiche viene indicato come un possibile fattore di riduzione dell’attività economica, soprattutto per le realtà produttive più fragili.

A incidere, secondo Confimprenditori, è anche il peso della burocrazia, percepita come un ostacolo alla crescita delle aziende.

Le richieste delle imprese su competitività e semplificazione

Confimprenditori sottolinea inoltre che le semplificazioni annunciate negli ultimi anni non avrebbero ancora prodotto risultati concreti.

Secondo gli imprenditori, molte riforme “restano troppo spesso sulla carta, trasformandosi in promesse e annunci ai quali non seguono tempi certi e risultati concreti”.

Il giudizio riguarda anche la politica industriale, con la richiesta di una strategia complessiva in grado di affrontare i problemi legati a competitività, fiscalità, incentivi e semplificazione amministrativa.

 

Redazione

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