Meningite da puntura dei pappataci, biturgense ricoverato a Città di Castello

L’uomo residente a Sansepolcro è stato colpito da un’infezione trasmessa dai pappataci: al via gli accertamenti per la profilassi nelle aree interessate

Un 35enne residente a Sansepolcro è ricoverato nel reparto di Neurologia dopo aver accusato un forte malessere mentre si trovava a Città di Castello. Gli accertamenti sanitari hanno confermato la presenza di una meningite causata dal virus Toscana, un arbovirus trasmesso esclusivamente dalla puntura dei pappataci, piccoli insetti simili alle zanzare. Le sue condizioni di salute sono attualmente buone e i servizi di prevenzione delle aziende sanitarie coinvolte stanno valutando gli interventi necessari.

Il caso ha fatto scattare il coordinamento tra la Usl Umbria 1 e la Usl Toscana sud est, dal momento che il 35enne vive in territorio toscano, a Sansepolcro, ma lavora in una grande azienda di commercializzazione situata nel comune umbro di San Giustino. I dipartimenti di prevenzione delle due aziende sanitarie sono in contatto per definire le attività di profilassi, che potrebbero prevedere anche una disinfestazione nell’area di residenza dell’uomo.

La trasmissione del virus Toscana avviene attraverso la puntura dei pappataci, insetti di piccole dimensioni che, a differenza delle zanzare, risultano spesso più difficili da individuare perché silenziosi e particolarmente attivi durante la stagione estiva. Non è prevista invece una trasmissione diretta da persona a persona.

Secondo quanto ricostruito, il 35enne si è presentato a Città di Castello in uno stato di forte malessere, una condizione che ha portato i sanitari ad avviare rapidamente gli approfondimenti diagnostici. Gli esami effettuati hanno consentito di individuare l’infezione e ricondurre il quadro clinico a una forma di meningite virale legata al virus Toscana.

Nella maggior parte dei casi le infezioni provocate da questo arbovirus hanno un andamento asintomatico oppure si risolvono con sintomi lievi. I casi più complessi possono però determinare manifestazioni neurologiche importanti, come meningite e meningo-encefalite.

Tra i sintomi che possono comparire nelle forme più significative ci sono febbre, mal di testa, nausea e vomito. In presenza di un interessamento del sistema nervoso centrale, il quadro clinico può richiedere il ricovero ospedaliero e un monitoraggio specialistico, come avvenuto per il paziente dell’Alta valle del Tevere.

Il virus Toscana è un agente infettivo conosciuto soprattutto nelle regioni italiane durante i mesi più caldi dell’anno, quando aumenta la presenza dei pappataci. L’Istituto superiore di sanità, attraverso uno studio dedicato alla sorveglianza delle infezioni, ha rilevato che tra il 2016 e il 2021 sono stati segnalati 331 casi di infezione da virus Toscana.

Le segnalazioni raccolte nel periodo preso in esame hanno riguardato principalmente territori dell’Emilia Romagna e della Toscana. Tra i casi monitorati è stato registrato un solo episodio grave e non sono stati segnalati decessi.

Redazione

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