L’Umbria accelera sulla transizione energetica con l’adozione del Prizat, il piano regionale per l’individuazione delle aree destinate a favorire lo sviluppo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
La Giunta regionale ha approvato il provvedimento con la DGR 1211 del 28 ottobre 2026, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, dopo il completamento positivo della valutazione ambientale strategica (VAS).
Il piano, previsto dal decreto legislativo 190/2024 in attuazione della direttiva europea RED III, sarà ora trasmesso all’Assemblea legislativa dell’Umbria per l’approvazione definitiva.
Procedure più rapide nelle zone di accelerazione
Uno degli elementi centrali del Prizat riguarda la semplificazione delle procedure autorizzative.
Per gli impianti soggetti ad Autorizzazione unica e localizzati nelle zone individuate dal piano, i tempi ordinari dei procedimenti saranno ridotti di un terzo.
Il provvedimento prevede inoltre che il parere paesaggistico rimanga obbligatorio, ma non vincolante, sia per gli impianti sottoposti ad Autorizzazione unica sia per quelli che rientrano nella procedura abilitativa semplificata o nell’attività libera.
In caso di mancata espressione del parere entro i termini previsti, l’amministrazione potrà procedere comunque con il rilascio del titolo.
Stop alla Via, ma con condizioni
Per i progetti localizzati nelle zone di accelerazione è previsto anche il superamento della procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) nei casi stabiliti dal piano.
La semplificazione è collegata alla VAS già svolta dalla Regione sull’intero Prizat, attraverso la quale è stata effettuata una valutazione preventiva della sostenibilità ambientale.
I singoli progetti dovranno comunque rispettare le prescrizioni e le misure di mitigazione ambientale ed ecologica definite dalla stessa VAS.
Priorità alle aree già compromesse
La scelta delle zone di accelerazione è stata effettuata attraverso una ricognizione tecnica del territorio.
La mappatura è consultabile sulla piattaforma geografica regionale UmbriaGeo e comprende, tra le aree individuate, il reticolo delle aree industriali, le cave dismesse, il sito di interesse nazionale di Terni-Papigno e le coperture degli edifici esistenti.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è ridurre il consumo di nuovo suolo, privilegiando superfici già antropizzate o compromesse.
Mitigazioni obbligatorie
L’inserimento di un’area nel Prizat non significa che ogni progetto possa essere realizzato senza ulteriori verifiche.
La Regione precisa infatti che le semplificazioni sono subordinate al rispetto di specifiche misure di mitigazione ambientale ed ecologica.
Il piano punta quindi a combinare maggiore velocità nell’iter autorizzativo e tutela del paesaggio, concentrando gli interventi nelle aree considerate maggiormente compatibili con lo sviluppo delle rinnovabili.
De Luca: «Un cambio di paradigma»
L’assessore Thomas De Luca definisce il nuovo sistema un cambio di approccio alla transizione energetica.
«Essere in una Zona di accelerazione non è una semplice definizione geografica, ma un vero cambio di paradigma», ha dichiarato, sottolineando l’obiettivo di garantire tempi certi agli investimenti e maggiore chiarezza normativa.
Secondo l’assessore, la definizione preventiva delle aree e delle condizioni consente agli operatori di disporre di un quadro più prevedibile, riducendo il rischio di rallentamenti burocratici.
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