La Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia ha trasmesso al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione la relazione sull’attività giudiziaria requirente del distretto umbro. Il documento, diffuso il 14 ottobre 2026, riguarda il periodo dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026 e anticipa la lettura dei dati che sarà presentata all’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2027. Per i circondari di Perugia e Spoleto emerge una criminalità in continua trasformazione, con il traffico di stupefacenti e i reati informatici al centro dell’attenzione.
Perugia: gruppi albanesi e cocaina fino a 65 chili
Nel circondario di Perugia il dato più preoccupante è il consolidamento di gruppi criminali di matrice albanese attivi nel traffico internazionale di stupefacenti. Le indagini hanno individuato organizzazioni più strutturate e gerarchiche, con una crescente capacità economica e logistica.
I sequestri di cocaina, un tempo contenuti entro quantitativi limitati, hanno riguardato di recente partite tra 16 e 65 chilogrammi. L’Umbria risulta quindi non solo mercato di consumo, ma anche area di deposito, stoccaggio e transito verso altre regioni, con collegamenti con organizzazioni criminali nazionali. Viene segnalato anche il coinvolgimento di giovani italiani come corrieri, segno della capacità dei gruppi di reclutare persone in condizioni di vulnerabilità economica.
Restano rilevanti i legami tra operatori presenti in regione e consorterie attive nei settori dei carburanti, dell’energia, del GPL e del reinvestimento di capitali illeciti. Alta anche l’incidenza delle frodi informatiche: i reati informatici contro il patrimonio hanno raggiunto 1.907 iscrizioni.
Sul fronte della violenza di genere, la Procura di Perugia ha registrato 564 procedimenti. Sono state formulate 190 richieste di misure cautelari, di cui soltanto 12 rigettate. La relazione parla di un incremento dei reati riconducibili alle fasce deboli e al cosiddetto Codice Rosso.
Spoleto: stupefacenti da 74 a 127 e una raffineria a Foligno
Nel circondario di Spoleto si registra un sensibile aumento dei reati in materia di stupefacenti, con iscrizioni passate da 74 a 127. Nel territorio di Foligno è stata individuata anche una raffineria di cocaina.
Resta elevata l’incidenza delle truffe via Internet e dei reati contro il patrimonio, mentre crescono criminalità informatica, reati fiscali e societari. Particolarmente significativo il dato sul Codice Rosso: 405 procedimenti iscritti, di cui 203 per maltrattamenti in famiglia, 149 per atti persecutori e 53 per violenza sessuale.
Il quadro umbro e il coordinamento tra uffici
La relazione è stata elaborata con i contributi delle Procure di Perugia, Terni e Spoleto e della Procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Umbria. Il documento indica che l’Umbria non è un territorio isolato dai grandi circuiti criminali: la sua posizione e le sue caratteristiche economiche e sociali la espongono a fenomeni che superano i confini regionali, usano strumenti digitali e si muovono attraverso reti organizzate, capitali e collegamenti internazionali.
Per rispondere a questa evoluzione la Procura Generale ha rafforzato il coordinamento tra gli uffici requirenti con riunioni periodiche, direttive, linee guida e protocolli comuni. Tra le iniziative figurano il nuovo protocollo distrettuale su criminalità organizzata, terrorismo e reati informatici, che valorizza anche i cosiddetti “reati spia” e la condivisione delle informazioni investigative, la ricerca “Giovani e territorio”, realizzata con l’Università degli Studi di Perugia sull’analisi di 601 sentenze minorili, e l’istituzione presso la Procura Generale del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria per Umbria e Marche, primo organismo di questo tipo in Italia con sede presso una Procura Generale.
L’obiettivo indicato è una risposta giudiziaria coordinata, capace di leggere in tempo i cambiamenti della criminalità e di trasformare le informazioni raccolte nei singoli territori in strategie comuni di prevenzione e contrasto. La relazione è consultabile sul sito internet della Procura Generale di Perugia.
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