Due donne di 32 e 33 anni sono state arrestate dai Carabinieri a Perugia con l’accusa di truffa aggravata e tentata truffa in concorso, nell’ambito di un’operazione contro i raggiri agli anziani realizzati con il metodo del finto carabiniere. Le due, originarie dell’hinterland campano, sono state intercettate mentre viaggiavano a bordo di un’utilitaria, dopo una segnalazione arrivata dalla Compagnia Carabinieri di Cesena. Secondo gli investigatori, sarebbero state coinvolte in una truffa ai danni di una persona di 67 anni e si sarebbero preparate a colpire una seconda vittima, una donna di 86 anni. L’intervento ha consentito di recuperare 510 euro in contanti e 41 grammi di monili in oro, successivamente restituiti alla persona derubata.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri delle Stazioni di Ponte San Giovanni e Umbertide, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Perugia e dei militari dell’8° Reggimento “Lazio” – Squadra di Intervento Operativo (SIO).
L’arresto si inserisce nell’intensificazione dei controlli disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Perugia per contrastare le truffe ai danni delle persone anziane, fenomeno sul quale l’Arma ha rafforzato le attività di prevenzione e intervento.
La truffa a Cesena e la segnalazione ai Carabinieri di Perugia
L’indagine ha preso avvio da un episodio segnalato nel territorio di Cesena, dove una persona di 67 anni sarebbe stata raggirata attraverso la tecnica del sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri.
Secondo la ricostruzione dei militari, i presunti responsabili avrebbero utilizzato il metodo del finto carabiniere, presentandosi come appartenenti alle forze dell’ordine per ottenere la consegna di denaro e oggetti preziosi.
La Compagnia Carabinieri di Cesena ha raccolto rapidamente alcuni elementi utili per individuare il veicolo utilizzato dai sospettati.
Le informazioni, tra cui quelle relative a un’automobile utilitaria, sono state trasmesse ai colleghi del territorio perugino, permettendo l’attivazione di un dispositivo di ricerca.
La collaborazione tra i due Comandi ha consentito di seguire gli spostamenti dei presunti autori del raggiro e di organizzare i controlli necessari per intercettarli.
L’attenzione dei militari si è concentrata sulle principali direttrici di transito nel territorio di Perugia, dove è stata successivamente individuata l’automobile segnalata.
Due donne fermate a bordo di un’utilitaria
Il veicolo è stato intercettato dai Carabinieri mentre attraversava il territorio perugino.
A bordo si trovavano due donne di 32 e 33 anni, entrambe originarie dell’hinterland campano, sulle quali si sono concentrati gli accertamenti.
Il controllo è stato eseguito nell’ambito del dispositivo coordinato tra le Stazioni di Ponte San Giovanni e Umbertide, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Perugia e la Squadra di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio”.
Durante le verifiche, i militari hanno rinvenuto denaro contante e diversi oggetti preziosi, risultati riconducibili alla truffa precedentemente segnalata nel Cesenate.
La refurtiva recuperata comprendeva 510 euro in contanti e monili in oro per un peso complessivo di 41 grammi.
L’intero quantitativo è stato successivamente restituito alla legittima proprietaria.
Il recupero dei beni ha permesso di evitare che il denaro e i preziosi venissero dispersi dopo il raggiro, consentendo alla vittima di rientrarne in possesso.
La telefonata durante il controllo e la seconda truffa sventata
Un ulteriore elemento è emerso mentre i Carabinieri stavano effettuando gli accertamenti sulle due donne.
Secondo quanto riferito dall’Arma, le indagate avrebbero ricevuto una telefonata contenente l’indicazione di un indirizzo presso il quale recarsi per ritirare altri beni.
La chiamata ha portato gli investigatori ad approfondire la possibilità che fosse in preparazione un secondo episodio di truffa.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare un’altra potenziale vittima: una donna di 86 anni, che sarebbe stata contattata telefonicamente poco prima attraverso modalità analoghe a quelle utilizzate nel precedente raggiro.
Anche in questo caso sarebbe stato impiegato il metodo del sedicente carabiniere, finalizzato a convincere la persona anziana a mettere a disposizione denaro o preziosi.
L’intervento dei militari avrebbe quindi impedito alle due donne di raggiungere l’indirizzo indicato e portare a termine la presunta seconda truffa.
La circostanza è alla base della contestazione di tentata truffa in concorso, che si aggiunge all’ipotesi di truffa aggravata relativa all’episodio già consumato.
Non sono stati diffusi ulteriori dettagli sul contenuto della telefonata né sull’identità della persona che avrebbe fornito le indicazioni.
Arresto e trasferimento nel carcere di Perugia-Capanne
Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto delle due donne, ritenute responsabili, in concorso, delle ipotesi di reato di truffa aggravata e tentata truffa.
Dopo le formalità previste, entrambe sono state accompagnate presso la casa circondariale di Perugia-Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia, che dovrà approfondire le circostanze dei due episodi e valutare gli elementi raccolti dai militari.
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