Una detenuta peruviana di 29 anni è indagata per la morte della donna di 41 anni trovata senza vita il 18 aprile scorso nel carcere di Capanne, a Perugia. La Procura ha concluso le indagini preliminari, contestando alla giovane di aver ceduto eroina alla vittima e di averne provocato, come conseguenza non voluta, il decesso per intossicazione. L’indagata, tuttora ristretta nello stesso istituto penitenziario, è assistita dall’avvocata Luisa Manini.
Morte nel carcere di Capanne, le accuse alla detenuta
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la 29enne avrebbe fornito alla donna una quantità non precisata di eroina mentre entrambe si trovavano all’interno del carcere perugino.
Alla detenuta viene contestata anche l’aggravante di aver commesso il fatto in un istituto penitenziario.
La Procura ritiene inoltre che la cessione della sostanza stupefacente abbia determinato, come conseguenza non voluta, la morte della 41enne per intossicazione da eroina.
Si tratta di contestazioni formulate nell’ambito delle indagini preliminari, senza che sia stata ancora accertata una responsabilità penale definitiva.
Detenuta trovata senza vita, l’allarme nella notte
La donna era stata scoperta durante la notte da un’agente della polizia penitenziaria impegnata nel servizio di vigilanza.
Accortasi che la 41enne non respirava, l’agente aveva immediatamente dato l’allarme, richiedendo l’intervento dei soccorsi.
All’arrivo del personale sanitario, tuttavia, non era stato possibile salvare la detenuta.
Nell’istituto erano intervenuti anche l’autorità giudiziaria, con il pubblico ministero Laura Reale, e il medico legale, incaricato degli accertamenti necessari a ricostruire le cause del decesso.
Autopsia ed esami tossicologici, come è emersa la causa della morte
Inizialmente era stata presa in considerazione l’ipotesi di una morte per cause naturali.
Gli approfondimenti medico-legali avrebbero dovuto verificare anche la possibilità che la donna avesse assunto una combinazione di farmaci.
A chiarire la causa del decesso è stato invece l’esame tossicologico effettuato dal medico legale, dal quale è emersa l’intossicazione da eroina.
L’esito degli accertamenti ha quindi assunto un ruolo centrale nella ricostruzione investigativa e nelle contestazioni formulate nei confronti della 29enne.
Indagini preliminari concluse, possibile richiesta di rinvio a giudizio
Con la chiusura delle indagini preliminari, il procedimento entra in una nuova fase.
La detenuta peruviana, difesa dall’avvocata Luisa Manini, rimane indagata per la presunta cessione dello stupefacente e per la morte della 41enne, contestata come conseguenza non voluta.
Il prossimo passaggio potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura.
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