Giambartolomei (FdI): “Autorizzazioni sanitarie bloccate da due anni”

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia denuncia il blocco delle autorizzazioni per nuove strutture sociosanitarie e chiede chiarimenti sui tempi della programmazione regionale.

Il consigliere regionale Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale dell’Umbria guidata da Stefania Proietti per chiedere chiarimenti sul presunto blocco delle procedure relative alla realizzazione di nuove strutture sociosanitarie. Secondo l’esponente dell’opposizione, numerose richieste sarebbero ferme da quasi due anni negli uffici regionali, creando ritardi nella disponibilità di servizi destinati a persone fragili, famiglie e territori.

Al centro della contestazione ci sono le autorizzazioni necessarie alla realizzazione e al funzionamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie, considerate dal consigliere strumenti fondamentali per organizzare l’offerta assistenziale e garantire una distribuzione equilibrata dei servizi sul territorio regionale.

«Mentre la Giunta continua a riempire le proprie conferenze stampa di annunci e slogan sulla sanità territoriale, da quasi due anni numerose richieste per la realizzazione di nuove strutture sociosanitarie giacciono senza risposta negli uffici regionali. Un’immobilità amministrativa grave, che rischia di configurare un blocco illegittimo delle autorizzazioni e che sta privando il territorio di servizi assistenziali fondamentali», afferma Giambartolomei nella nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Assemblea legislativa.

Secondo il consigliere di opposizione, la questione riguarda non solo le strutture pubbliche o convenzionate, ma anche quelle private non accreditate e non collegate al Servizio sanitario regionale. La programmazione, sostiene Giambartolomei, deve infatti garantire regole e controlli per evitare squilibri nell’offerta assistenziale.

«Le autorizzazioni alla realizzazione e al funzionamento delle strutture – spiega Giambartolomei – rappresentano strumenti indispensabili per programmare e regolare l’offerta sanitaria e sociosanitaria, tutelando la salute pubblica. Questo principio riguarda anche le realtà esclusivamente private, non accreditate e non convenzionate con il Servizio sanitario regionale, perché la medicina e l’assistenza non possono essere trattate come un mercato privo di regole e controlli».

Nel suo intervento il consigliere richiama anche il ruolo della programmazione regionale, citando gli orientamenti della giurisprudenza del Consiglio di Stato, che hanno evidenziato la necessità di una pianificazione capace di garantire una distribuzione adeguata dei servizi e di evitare un’offerta eccessiva rispetto ai bisogni effettivi della popolazione.

Secondo Giambartolomei, dall’insediamento della Giunta Proietti diverse pratiche sarebbero rimaste sospese, mentre mancherebbe ancora un nuovo atto regionale per definire i fabbisogni in settori particolarmente delicati come disabilità, psichiatria e dipendenze.

L’esponente di Fratelli d’Italia evidenzia che l’unico strumento aggiornato attualmente disponibile riguarderebbe le strutture destinate agli anziani non autosufficienti, approvato dalla precedente amministrazione regionale guidata da Donatella Tesei.

Nel mirino del consigliere c’è anche l’applicazione del Regolamento regionale 9/2023, che prevede, in assenza di una definizione complessiva dei fabbisogni, il rilascio della verifica di compatibilità necessaria per autorizzare una nuova struttura attraverso un atto della Giunta regionale entro 45 giorni.

«La norma è quindi chiarissima – sottolinea – ma la Giunta Proietti sembra aver deciso che termini e regole possano essere ignorati. Un comportamento politicamente gravissimo, che genera incertezza, blocca nuovi servizi e impedisce ai territori di ricevere risposte essenziali».

Giambartolomei sostiene inoltre che il protrarsi della situazione potrebbe creare vantaggi per gli operatori privati già presenti nelle aree economicamente più attrattive, penalizzando invece le zone interne dell’Umbria, dove i servizi risultano spesso più necessari ma meno remunerativi.

«A pagare il prezzo più alto di questa paralisi – osserva il consigliere di opposizione – sono ancora una volta le aree interne, dove i servizi sono meno remunerativi ma risultano spesso più necessari. Bloccare nuove risposte assistenziali significa lasciare sole le persone più fragili e le loro famiglie».

Con l’interrogazione presentata alla Giunta regionale, Giambartolomei chiede di conoscere il numero delle richieste ancora pendenti, le date di presentazione delle istanze e le motivazioni dei ritardi. L’obiettivo, secondo il consigliere, è ottenere maggiore trasparenza e indicazioni precise sui tempi necessari per la definizione della nuova programmazione dei fabbisogni sociosanitari.

«Servono trasparenza, risposte immediate e una data precisa – conclude Giambartolomei – perché su disabilità, salute mentale e dipendenze non sono ammissibili rinvii. La Giunta Proietti esca dalla propaganda e spieghi perché non sta decidendo: interrompa questa paralisi e torni a esercitare pienamente la propria funzione di programmazione».

Redazione

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