Le segreterie territoriali di Filctem-Cgil (Fabio Mencarelli e Stefano Ribelli), Flaei-Cisl (Ciro Di Noia) e Uiltec-Uil (Doriana Gramaccioni), datata Terni, hanno incontrato gli assessori regionali allo Sviluppo economico e all’ambiente, energia e programmazione territoriale, Thomas De Luca e Francesco De Rebotti, per fare il punto sullo stato del settore elettrico in Umbria. Tra i temi al centro del confronto, i siti produttivi di Pietrafitta e l’area industriale dell’ex centrale a carbone di Bastardo, nel comune di Gualdo Cattaneo, entrambi indicati dai sindacati come snodi strategici per il futuro energetico della regione.
Per quanto riguarda Pietrafitta, le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’importanza di questa realtà nello scenario regionale, descritta come un impianto a ciclo combinato destinato ad accompagnare la transizione energetica. Attorno all’impianto tradizionale sta infatti prendendo forma un progetto integrato che affianca alle tecnologie esistenti un nuovo sistema di accumulo di energia (BESS) da 100 MW, tra i più grandi d’Italia. Il progetto prevede inoltre l’affiancamento di un impianto fotovoltaico e può contare su un’ampia area industriale disponibile a ospitare ulteriori investimenti in campo energetico, con Enel chiamata a fare da volano per il rilancio del territorio e per attrarre capitali anche da altri soggetti del settore.
In questo contesto, i sindacati hanno sottolineato come sia fondamentale gestire correttamente la fase legata al rinnovo delle aste del capacity market, il mercato della capacità che assicura una remunerazione agli impianti di produzione elettrica: un passaggio ritenuto decisivo affinché tutti gli operatori regionali possano contare su una prospettiva di lungo periodo.
Diverso, ma altrettanto centrale, il tema del polo industriale dell’ex centrale di Bastardo. Dopo la demolizione della centrale termoelettrica a carbone, l’area ha perso anche il “Polo di formazione nazionale” d’eccellenza che Enel vi aveva sede. I sindacati hanno suggerito di sfruttare l’opportunità offerta dalla Zona Economica Speciale (ZES) per promuovere in quel sito un progetto di riqualificazione energetica sostenibile, chiedendo contestualmente la riapertura del polo formativo, oggi non più presente.
Il difficile quadro del comparto in Umbria
L’incontro si è inserito in una disamina più ampia sullo stato del settore elettrico umbro, che ha toccato anche le criticità del settore idroelettrico ternano, la vertenza territoriale ancora aperta tra le sigle sindacali e l’azienda, e la richiesta di riattivare il tavolo tecnico istituito dalla Regione Su un piano più generale, Filctem, Flaei e Uiltec hanno chiesto agli assessori di istituire al più presto dei tavoli congiunti tra parti sociali, politica e azienda, per riprendere un dialogo costruttivo con Enel e affrontare le criticità delle diverse società del gruppo.
Le organizzazioni sindacali hanno anche evidenziato come, negli ultimi tempi, l’azienda abbia mostrato un progressivo allontanamento dalle reali necessità del territorio, sollecitando un cambio di approccio sostenuto dalle istituzioni regionali. L’obiettivo, ribadiscono i sindacati, è riportare Enel a farsi carico delle proprie responsabilità nel settore elettrico regionale attraverso un piano di investimenti capace di garantire adeguati livelli occupazionali, anche alla luce del potenziamento degli Spazi Enel sul territorio.
Sullo sfondo resta la richiesta, più volte ribadita da Filctem, Flaei e Uiltec, di un coinvolgimento diretto delle istituzioni regionali e locali nella definizione di un nuovo piano energetico regionale, fermo all’anno 2004, che sappia tenere insieme in equilibrio dinamico le esigenze sociali, economiche e ambientali dell’Umbria.
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