La Lega Umbria interviene sull’accordo di collaborazione tra la Regione Umbria e l’Istituto Superiore di Sanità annunciato nei giorni scorsi dalla presidente Stefania Proietti, chiedendo maggiore trasparenza sull’origine dei fondi destinati alle persone con disturbo dello spettro autistico. A intervenire sono state Donatella Tesei, consigliere regionale del Carroccio, e Paola Fioroni, responsabile del Dipartimento Disabilità della Lega Umbria, che hanno diffuso una nota congiunta nella giornata odierna.
Al centro delle critiche vi è la provenienza delle risorse economiche stanziate per l’Umbria. Secondo quanto sottolineato dalle due esponenti leghiste, i 264.293,02 euro destinati alla regione non deriverebbero da un’iniziativa autonoma della Giunta regionale, bensì dal Ministero della Salute, attraverso il Fondo nazionale per la cura delle persone con disturbo dello spettro autistico 2025-2026. Il progetto, spiegano Tesei e Fioroni, si inserirebbe in una più ampia strategia nazionale sviluppata in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.
Le due consigliere hanno inoltre precisato che anche le reti NIDA e Baby@NET, richiamate dalla Regione per le attività di sorveglianza neuroevolutiva e individuazione precoce dei disturbi del neurosviluppo, “non nascono oggi in Umbria” e fanno parte di un percorso nazionale portato avanti da anni dall’Istituto Superiore di Sanità. Da qui la richiesta di “meno propaganda e più chiarezza istituzionale”, distinguendo tra l’attuazione di programmi nazionali e la comunicazione di una presunta nuova politica regionale.
Il documento della Lega si sposta poi sul piano delle richieste concrete alle famiglie umbre coinvolte. Per Tesei e Fioroni, alle famiglie non interessa il numero di delibere approvate o di accordi annunciati, quanto piuttosto tempi di attesa per una diagnosi, disponibilità di servizi sul territorio, adeguatezza del numero di professionisti e continuità della presa in cura, anche nel passaggio all’età adulta. Nella nota viene espressa perplessità anche riguardo al nuovo piano regionale sulla salute mentale, definito come un provvedimento che rischierebbe di ridurre anziché ampliare i servizi esistenti.
Un ulteriore passaggio della nota richiama la riforma nazionale della disabilità, introdotta con il decreto legislativo 62 del 2024, che pone al centro il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, insieme all’autodeterminazione della persona e all’integrazione dei sostegni sanitari, sociali, educativi, formativi e lavorativi. Sarà proprio su questo terreno, sottolineano le due esponenti della Lega, che verrà valutato l’operato della Regione nei prossimi mesi.
Infine, Tesei e Fioroni chiedono alla Giunta regionale di rendere pubblico un quadro dettagliato sull’utilizzo dei fondi stanziati: le modalità di spesa dei 264mila euro, i territori e i servizi coinvolti, il numero di professionisti impiegati, gli obiettivi previsti e gli indicatori scelti per la verifica dei risultati. Nella nota si ribadisce che il compito della Regione non sarebbe quello di rivendicare la paternità delle risorse provenienti da Roma, ma di renderle operative sul territorio umbro, mettendo al centro le risposte concrete alle famiglie piuttosto che le comunicazioni istituzionali.
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