Estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici, trasformando l’esperienza maturata nella ricostruzione post terremoto dell’Appennino centrale in un modello applicabile su scala più ampia. È la proposta avanzata dalla Fillea Cgil Umbria attraverso la segretaria generale Elisabetta Masciarri, in occasione dei dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì la Valnerina.
Per il sindacato, il percorso della ricostruzione non riguarda soltanto il recupero degli edifici e dei territori danneggiati, ma anche la possibilità di rafforzare sicurezza, legalità, trasparenza e tutela dei lavoratori nei cantieri.
Il badge operativo nei cantieri della ricostruzione
Il badge digitale è entrato nella fase operativa nel maggio 2026 all’interno dei cantieri della ricostruzione post sisma. Lo strumento permette di verificare chi accede al cantiere, per quale impresa lavora e le presenze giornaliere, attraverso un sistema collegato alle Casse Edili e alla piattaforma utilizzata per la ricostruzione.
Secondo Masciarri, questo meccanismo può rappresentare anche una tutela per le aziende che operano rispettando contratti e normative, investendo nella formazione e nella sicurezza del personale.
La segretaria generale ricorda come Fillea Cgil abbia seguito fin dalle prime fasi il percorso avviato dopo il terremoto, prima durante la messa in sicurezza e successivamente con l’apertura dei cantieri e l’arrivo delle imprese e dei lavoratori.
La proposta di Fillea Cgil Umbria
Partendo dall’esperienza del cratere, Fillea Cgil Umbria chiede ora che il badge venga esteso almeno a tutti i lavori pubblici, predisponendo le necessarie condizioni normative e operative.
L’obiettivo indicato dal sindacato è utilizzare il sistema per aumentare il controllo lungo la filiera e garantire maggiore trasparenza nei cantieri finanziati con risorse pubbliche.
Masciarri richiama anche quanto avvenuto dopo il terremoto umbro del 1997, quando il territorio aveva maturato esperienze legate al Durc di congruità, alla bilateralità e alla verifica della regolarità del lavoro. Il badge digitale viene considerato un ulteriore sviluppo di questo percorso.
Il cratere come modello per il resto d’Italia
A dieci anni dal terremoto, la proposta punta quindi a lasciare un’eredità che vada oltre la ricostruzione materiale. Per Masciarri, il cratere del sisma 2016 può diventare un laboratorio nazionale per sperimentare nuove regole nei cantieri.
«Vorremmo che dal terremoto del 2016 e dalla lunga ricostruzione dell’Appennino centrale restasse anche un modello nuovo di controllo e trasparenza dei cantieri da mettere a disposizione dell’intero Paese», sottolinea la segretaria generale.
La richiesta della Fillea Cgil Umbria è dunque quella di partire dall’esperienza già avviata nella ricostruzione per costruire un sistema di lavoro più sicuro, regolare e trasparente, estendendo il badge digitale al settore delle opere pubbliche.
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