Monossido nell’hotel, Tao Huang lascia la terapia intensiva

La violoncellista sopravvissuta alla fuga di gas racconta agli psicologi l'accaduto mentre l'inchiesta si concentra sulla canna fumaria dell'hotel Fortuna

È stata trasferita in un reparto ordinario dell’ospedale di Ravenna Tao Huang, la musicista di origini taiwanesi rimasta intossicata dal monossido di carbonio lo scorso venerdì all’hotel Fortuna di Perugia. La donna, dimessa dalla terapia intensiva, è ora assistita da un team di psicologi con cui ha iniziato a parlare dell’accaduto. Nella stessa camera, la numero 305, aveva perso la vita il suo compagno, Davide La Rosa, 54 anni, trovato senza vita dai soccorritori intervenuti nella struttura.

Secondo quanto riferito dai sanitari, la violoncellista dovrà restare sotto osservazione nei prossimi giorni e sarà sottoposta a nuovi accertamenti clinici per valutare l’entità dei danni provocati dall’esposizione al gas, definito ormai dalla stampa locale il “gas killer“.

Le indagini riprenderanno lunedì

Parallelamente al percorso di cura della donna, prosegue l’inchiesta giudiziaria sulle cause della tragedia. Gli accertamenti tecnici riprenderanno lunedì, quando i vigili del fuoco effettueranno un nuovo sopralluogo all’interno dell’hotel. Proprio ieri, durante un’ispezione nella camera in cui si è consumata la tragedia, è stato individuato un secondo foro, questa volta in prossimità del condizionatore. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo: gli inquirenti stanno infatti valutando l’ipotesi che sia stato proprio lo split a veicolare il monossido, favorendo una diffusione rapidissima del gas all’interno della stanza. Resta inoltre da chiarire quale sia stata l’effettiva quantità di monossido generata dalla caldaia dell’impianto di riscaldamento dell’albergo.

Autopsia: concentrazione altissima di monossido nel sangue

L’esame autoptico eseguito ieri sul corpo del 54enne ha rilevato una concentrazione altissima di monossido di carbonio nel sangue della vittima, confermando la dinamica dell’intossicazione. Il nodo centrale dell’inchiesta resta ora l’origine della falla nella canna fumaria, il guasto che avrebbe permesso al gas di infiltrarsi nelle camere dell’hotel.

La denuncia del legale della famiglia

A sollevare forti perplessità sulla sicurezza dell’impianto è l’avvocato della famiglia della vittima, che ha evidenziato come sia anomalo il fatto che una condotta di scarico dei fumi si trovasse a diretto contatto con le stanze dell’hotel. Un’anomalia che stride con quanto emerso dai controlli di routine: il manutentore incaricato aveva infatti verificato l’impianto appena un mese prima della tragedia, senza riscontrare alcuna irregolarità.

Omicidio colposo: nel fascicolo gestore e titolare dell’hotel

Al momento, nel fascicolo aperto per omicidio colposo e lesioni colpose risultano iscritti il gestore e il titolare dell’hotel Fortuna. Tuttavia, il numero degli indagati potrebbe aumentare nelle prossime settimane, non appena verrà depositata la relazione tecnica definitiva sulle cause del guasto all’impianto di scarico fumi. Gli investigatori attendono i risultati del sopralluogo di lunedì per stabilire con maggiore precisione la catena di responsabilità che ha portato alla fuga di monossido.

Redazione

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