Sono già 200 gli ettari di terreno bruciati dagli incendi in Umbria, una superficie equivalente a circa 285 campi da calcio. Il dato è stato comunicato dal direttore regionale dei Vigili del Fuoco dell’Umbria, Valter Cirillo, durante la conferenza stampa organizzata a Palazzo Donini in occasione della firma della convenzione tra Dipartimento dei Vigili del Fuoco e Regione Umbria. L’accordo, valido dal 2027 al 2031, punta a rafforzare la collaborazione nella prevenzione degli incendi, nella gestione delle emergenze e nella protezione della popolazione e dell’ambiente.
Cresce l’emergenza incendi sul territorio regionale
La stagione degli incendi boschivi in Umbria si sta rivelando particolarmente impegnativa. Secondo quanto spiegato da Valter Cirillo, l’attuale periodo presenta maggiori criticità rispetto all’anno precedente, con numerosi interventi effettuati dai Vigili del Fuoco soprattutto nella provincia di Perugia.
Sul fronte delle cause dei roghi, la presidente della Regione Stefania Proietti ha dichiarato che diversi episodi sarebbero riconducibili a un’origine dolosa. “Sono sicuramente tutti dolosi, lo dico assumendomene la responsabilità. Le dinamiche sono tali per cui sei roghi in contemporanea, tutti il pomeriggio del 14 luglio e in zone impervie non lasciano spazio ad altre interpretazioni”, ha affermato la presidente.
Le indagini restano comunque in corso da parte dei Carabinieri Forestali. Cirillo ha spiegato che per alcuni incendi, tra cui quello del Monte Cucco, il sospetto di un’origine volontaria risulta particolarmente elevato.
Prevenzione e comportamenti a rischio
Il direttore regionale dei Vigili del Fuoco ha sottolineato come gli incendi spontanei rappresentino una percentuale molto ridotta dei casi. Eventi naturali come fulmini o circostanze eccezionali sono considerati episodi rari, mentre molti roghi possono essere collegati a comportamenti umani.
Tra i possibili fattori di innesco sono stati indicati mozziconi di sigaretta, residui di potature e fuochi d’artificio utilizzati durante il periodo estivo.
Per questo motivo, oltre alla risposta nelle fasi di emergenza, la nuova strategia punta a rafforzare le attività di prevenzione attraverso informazione, formazione e maggiore coordinamento tra gli enti coinvolti.
La nuova convenzione tra Regione e Vigili del Fuoco
L’accordo siglato a Palazzo Donini è stato definito un modello nazionale dal prefetto di Perugia Francesco Zito. La convenzione rappresenta un punto di riferimento comune per tutte le attività legate alla sicurezza del territorio regionale.
Ogni settore operativo sarà regolato attraverso specifici piani annuali o pluriennali, elaborati insieme dai servizi regionali e dalla Direzione dei Vigili del Fuoco.
Tra gli ambiti interessati figurano:
- lotta agli incendi boschivi;
- presidio del lago Trasimeno;
- contrasto agli imenotteri;
- pronto intervento idraulico;
- attività di prevenzione e gestione delle emergenze.
È prevista inoltre la nascita di un Comitato paritetico, incaricato di monitorare l’attuazione dell’accordo, valutare i risultati e definire gli indirizzi strategici attraverso incontri periodici tra rappresentanti della Regione e dei Vigili del Fuoco.
Protezione civile e adattamento ai cambiamenti climatici
Secondo la presidente Stefania Proietti, la convenzione rappresenta un passaggio importante per aumentare la capacità di risposta dell’Umbria davanti ai rischi ambientali.
L’intesa rafforzerà le attività di antincendio boschivo, la formazione dei volontari e dei tecnici Afor, oltre agli interventi necessari per rendere più efficace il sistema regionale di contrasto agli incendi.
La collaborazione riguarderà anche la prevenzione del dissesto idrogeologico, attraverso interventi come la pulizia degli alvei e azioni di adattamento agli effetti del cambiamento climatico.
L’accordo prevede inoltre un potenziamento del soccorso sociosanitario e il rafforzamento del ruolo dell’Usar, il sistema specializzato nella ricerca e nel salvataggio delle persone.
Esercitazioni e coordinamento operativo
Per il direttore Cirillo, le emergenze affrontate nelle ultime settimane hanno dimostrato l’importanza di un lavoro coordinato tra tutte le strutture coinvolte.
Incendi boschivi e criticità legate al rischio idrogeologico richiedono una preparazione condivisa, motivo per cui la convenzione attribuisce particolare valore anche alle esercitazioni.
Le attività simulate permetteranno agli operatori di acquisire maggiore capacità di intervento congiunto nei periodi ordinari, arrivando più preparati in caso di emergenze reali.
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